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Cdp a Venezia: due progetti in uno

08/07/2019 - numero Edizione 1574

Per attrarre un turismo di alta qualità e a lunga permanenza ci vogliono investimenti immobiliari, e gestori dinamici. Lo sa bene Cdp, che ha previsto un doppio progetto per sostenere il comparto.
Da un lato, in qualità di proprietario dell’area, immetterà 132 milioni di euro di investimento per riqualificare un’ampia zona un tempo adibita ad ospedale sul Lido di Venezia. I gestori dei futuri complessi immobiliari-alberghieri sono già stati individuati: TH Resorts e Club Med, che gestiranno rispettivamente un hotel e un resort per un totale di 525 camere,  con un impatto stimato in 500 nuovi posti di lavoro e una ricaduta economica locale di circa 77 milioni di euro.
Un secondo piano riguarda la sfera formativa. Verrà creata, all’interno del sito veneziano, una Hotel School in partnership con l’università Iulm e Th e Cdp (soci fondatori), ai quali si aggiungeranno presto società come Costa Crociere, Rocco Forte, Club Med, Una Hotels. L’intero progetto dovrebbe vedere la luce entro due-tre anni e per ora il piano di sviluppo in chiave turistica ha avuto l’avallo del ministro Gianmarco Centinaio, che ha firmato con Cdp un protocollo d’intesa.

Le quattro direttrici di intervento
Asset, gestioni, capitale umano e innovazione. Sono queste le quattro direttrici di intervento di Cdp, secondo quanto illustrato da Fabrizio Palermo, amministratore delegato della società controllata dal Tesoro.
Se nel campo delle infrastrutture le attività di Cdp vanno dal settore autostradale a quello aeroportuale, viario e della banda larga, nel settore delle gestioni si è messo in luce per le partecipazioni in Rocco Forte e TH Resorts. “Oggi puntiamo l’attenzione su due nuovi temi, quelli del capitale umano e della formazione – ha dichiarato Fabrizio Palermo -. Nel  turismo è fondamentale formare i giovani, non basta puntare sulla qualità degli asset e sul servizio”.
A sottolineare il ruolo della formazione per la crescita di appeal, l’intervento di Manuela De Carlo, docente dell’università Iulm: “C’è un problema di allineamento tra le competenze presenti e le esigenze aziendali – ha spiegato la manager -. Tra le abilità più ricercate ci sono le soft skills, ossia flessibilità, lavoro di squadra, problem solving, autonomia e competenze tecniche. Secondo il World Economic Forum il 68% della forza lavoro dovrà essere riqualificata nel nostro Paese”. 
Graziano Debellini, presidente di Th Resorts, ha poi dichiarato: “L’Italia deve superare il problema dell’improvvisazione, siamo considerati inaffidabili e per giunta lavoriamo in un settore, quello del turismo leisure, pieno di ostacoli”.   



Laura Dominici

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