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Nella città più grande del mondo

27/05/2019 - numero Edizione 1571

Chongquin, nel Sud Ovest, ha una conformazione straordinaria, dettata dalla confluenza
di due fiumi

Sapere di essere nella città più grande del mondo dà un brivido solo teorico, perché, oltre una certa misura, nessuno è in grado di capire le reali dimensioni di un aggregato urbano: l'intera municipalità di Chongquin ospita circa 35 milioni di abitanti, sobborghi compresi, ma è impossibile rendersi conto che è grande come una Pechino e mezza o come i 3/5 dell'Italia. Serie di condomini giganteschi e uniformi chiudono la vista come catene di montagne, nascondendo l'orizzonte. Chong-quin, posta nel Sud Ovest della Cina - è spettacolare per la sua conformazione dettata dalla confluenza di due grandi fiumi - Azzurro e Jialing - che hanno favorito traffici e commerci. Per i turisti ci sono navi da crociera stile Nilo o Danubio, oppure, semplicemente, barche-ristorante per godersi lo skyline notturno dall'acqua, quando i grattacieli s'illuminano, si colorano, giocano di intermittenze e di proiezioni, e trasformano il paesaggio in un luna park.
Copione identico alle altre città della Cina affacciate sull'acqua: è da qui che l'architettura della luce ha conquistato il mondo. L'evento urbano di maggior rilievo è la Raffles City, un complesso di sei grattacieli alti 250 e 350 metri che, imitando esplicitamente il Marina Bay di Singapore, sono collegati a 250 metri con la terrazza più alta del mondo, lunga 300 metri. Il cantiere è a buon punto e procede con efficienza cinese, l'inaugurazione è prevista entro l'anno, costo 3,8 miliardi di dollari. Nascerà un nuovo polo commerciale e alberghiero in uno dei punti più centrali della città, non lontano dal teatro dell'opera e da uno dei ponti principali, che sembra infilato in due crune d'ago. Alla città nuova si contrappone quella vecchia, che in realtà di vecchio ha solo lo stile tradizionale, ma non l'età. Arrampicata sulla parete di una montagna, di notte brilla di luci d'oro che fanno sembrare preziose tutte le cianfrusaglie che vi si vendono. La cucina di qui è celebre per l'hot pot, una pentola di brodo piccante nella quale i commensali cucinano ciascuno il proprio boccone, come in una fondue: solo di questi ristoranti tipici in città ce ne sono 30mila. Una metropoli di queste dimensioni deve funzionare come una macchina per permettere alla gente di muoversi e di lavorare: l'apoteosi di questa ricerca di efficienza sta in una linea di metropolitana che – letteralmente – passa attraverso i condomini, entrandoci dentro a mezza montagna, e sbucando dall'altra parte, fuori dal tunnel. Turisti in estasi.

La città
del panda gigante

A portata di alta velocità ferroviaria si arriva a Chengdù, la capitale dello Sichuan. E' la città del Panda gigante (chiamato dai cinesi l'"orsogatto"), che qui ha il suo habitat grazie alle foreste di bambù, di cui è ghiotto. Nel parco dove vivono poche decine di esemplari si può avere la fortuna di incontrare anche dei cuccioli, che con i loro giochi rallegrano le fiumane di visitatori. Nei pressi della città anche due splendide testimonianze religiose: il Buddha gigante di Leshan, scolpito nella roccia più di mille anni fa, affacciato al fiume così che a chi arriva in barca appare all'improvviso, di sorpresa. Alto quasi quanto il Pirellone, fa impressione anche visto dall'alto, dopo la lunga salita a piedi. L'altro sito sorprendente è quello di Dazu, dove migliaia di raffigurazioni disegnate o scolpite nella roccia, risalenti al VII secolo, rappresentano un completo trattato di buddhismo. Sconvolgente il Buddha dalle mille mani dorate, pronto a sostenere, con ciascuna di esse, i più deboli e bisognosi. A Guiyang – anch'essa raggiungibile comodamente in treno – un ponte costruito quattro secoli fa è stato rifatto in perfetto stile tradizionale, con la solita illuminazione notturna colorata e gioiosa: qui si apprezza ancor di più un particolare consueto nei ponti cinesi, ovvero le campate semicircolari che grazie al riflesso sull'acqua formano cerchi perfetti.
In città anche due torri gemelle identiche a quelle disgraziate di New York. Nei pressi di Guiyang le ampie cascate di Huangguoshu e le grotte della Loong Palace scenic area, percorribili in barca, anche loro un tripudio di luci sgargianti. Tutto un discorso a parte meriterebbe il villaggio di Qingyan, meta di un vivacissimo turismo domenicale. Un centro storico intatto - qui stranamente gli edifici sono antichi davvero - che ospita un susseguirsi continuo di negozi di souvenir e qualche monumento qua e là. Al centro storico si accede varcando un tornello, dopo aver pagato il biglietto. Un suggerimento per Venezia, prima che affondi sotto il peso dei gitanti.                   



Paolo Stefanato

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