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I t.o. e lo scontro di mentalità

01/10/2018 - numero Edizione 1555
La polarizzazione del mercato lascia ancora spazio agli operatori specializzati 

Per anni si è detto che il tour operating italiano era troppo frammentato e non poteva competere sul piano europeo. Ora anche l’Italia può annoverare un paio di gruppi da 2 miliardi di euro di giro d’affari, aziende integrate verticalmente (Gruppo Alpitour - con Eden annesso – e Grup-po Uvet) e che possono ambire ad una grossa fetta di mercato. Resta il dubbio sul ruolo che dovranno svolgere le altre imprese medio-piccole, attualmente votate alla specializzazione e – a detta loro – alla flessibilità e alla cura del servizio. Basterà per restare sul mercato o occorrerà un sacrificio maggiore? Ne abbiamo parlato con qualche player di settore.
“Siamo passati da decine e decine di tour operator, centinaia di network a due grandi poli”. Così commenta Ettore Cucari, presidente Fiavet Campania e Basilicata, l’attuale scenario di mercato. “Già dai tempi di Enzo Poli, ex Aviatour, si parlava di aggregazione – prosegue Cucari - ma da allora ci sono stati tanti cambiamenti di scenario. Ora con i due mega poli Alpitour-Eden e Uvet abbiamo di fronte dei grossisti e fabbricanti di servizi turistici che tendono a vendere tramite dettaglianti o sul web”.
E secondo il presidente se un tempo con una pluralità di attori ci si poteva sottrarre a questo o quell’altro player, “ora la strada è obbligata, perché questi poli sono in grado di organizzare catene charter, garantire partenze di gruppo anche al di fuori dei periodi caldi. Non possiamo pensare di non adattarci al cambiamento”, continua.

L’autoproduzione
Per Cucari sarà soggetta al cambiamento anche l’attività di autoproduzione in agenzia: “Su alcuni prodotti il fai da te in agenzia non puoi farlo, talvolta viene a mancare la professionalità e poi siamo di fronte ad un potere contrattuale diverso tra i due poli e le adv”.
Quali risposte darà il mercato? “Sono convinto che venderanno quelli che faranno guadagnare di più l’agenzia. Con questo non voglio dire che non ci sarà spazio per i piccoli operatori. Il t.o. specializzato, se riuscirà a presentarsi bene sul mercato sarà premiato, ma dovrà conoscere benissimo il prodotto e avere una grande professionalità. Resta comunque poco mercato libero. Ormai il turismo è governato dalla finanza, quanto e più di prima, basti vedere le ultime operazioni nel settore”.
Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, fa un distinguo: “Non direi che la finanzia governa tutto, è vero che i fondi  sono nel capitale di Alpitour, non nel nostro gruppo. Altra cosa è dire – puntualizza – che le banche sostengono le aziende per gli investimenti, questo sì”. E quando gli si chiede che strada dovranno affrontare gli altri operatori, Patanè non ha dubbi: “Bisogna strutturarsi, scegliere soluzioni che diano margini e comprimano i costi, puntare alla tecnologia per ottimizzare le risorse”.
Una convinzione che risiede anche nel modello di business di Volonline, che ha previsto una squadra di professionisti al fianco degli agenti con l’iniziativa “I Consigli di Volonline”, che prevede l’apertura di un canale diretto tra agenzie e programmazione.

Il tailor made specialist
Per Angioletto de Negri, amministratore de I Viaggi dell’Airone, proprio nella stagione dello shopping e delle grandi aggregazioni di marchi, emerge nel tour operating la figura delle aziende “tailor made specialist” del lungo raggio. “L’attività che oggi riscoprono le agenzie di viaggio è quello che ho sempre fatto fin dal 1975 insieme alla mia famiglia – sostiene De Negri -. Trovare una conduzione così duratura è cosa oggi rarissima specialmente in un settore come il nostro invaso dalla presenza di fondi, prestiti obbligazionari, ingressi in Mpi, cambi di proprietà”.
Su Facebook così commenta una agente di viaggi dall’account Silvia Skywalk: “Io credo che i due grandi gruppi e i t.o. medio-piccoli siano canali di vendita differenti. Lavoro solo con piccoli tour operator – dichiara - perché li ho scelti nel corso degli anni per preparazione sul campo, per disponibilità e per professionalità. Ho scelto di lavorare con persone di cui possa fidarmi e che non devono mettermi in attesa telefonica per darmi una risposta. I piccoli t.o. devono continuare a lavorare sulla consulenza, così come dovrebbero fare gli agenti di viaggi del futuro. Per chi cerca il miglior prezzo c'è il web (anche se non è sempre vero!)”.                                  



Laura Dominici

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