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Il t.o. del futuro

16/07/2018 - numero Edizione 1553
Come sta cambiando il mercato. Evoluzioni ed opportunità tra nuovi e vecchi operatori

Compagnie aeree e hotel che vendono pacchetti di viaggio. Operatori tradizionali che sviluppano il loro prodotto, per immetterlo sul mercato. La mediazione delle agenzie più limitata. E ancora Ota e metasearch che si contendono online il cliente aggregando e vendendo in modo sempre più sofisticato e predittivo. Nel mondo del tour operating sta avvenendo una convergenza che renderà difficile tra qualche anno l’uso di chiare definizioni. Vi contribuirà anche la nuova funzionalità di Google Package che attraverso i metasearch  permetterà di trovare e acquistare pacchetti combinati di viaggio. A parlarne, tre aziende e tre modelli diversi, Peakwork, Evaneos e Kayak, sul palco di Phocus-Wright Europe, ad Amsterdam, di cui Guida Viaggi è media partner.

Peakwork
Peakwork, con base a Dusseldorf è una storia di successo iniziata 9 anni fa. Una compagnia tecnologica che crea strumenti per i grandi colossi e che da poco si è espansa anche negli Usa e a Singapore. Collega l’offerta - da dozzine di compagnie aeree, fornitori di pacchetti, hotel, bedbank, sistemi di distribuzione globale (Gds) e altre fonti - con distributori, tra cui tour operator (come Tui), agenzie di viaggio online (come Trivago), reti (come rete di affiliazione di Expedia), piattaforme di tour e attività (come Get Your Guide) e altri distributori. Un anello importante della catena, che collega diverse anime della industry, Peakwork è anche partner dell’offerta turistica delle compagnie aeree come Ryanair e easyJet. Un fronte che è in piena espansione. “E’ un settore che sta crescendo e proprio in queste settimane easyJet ed Eurowings hanno dichiarato di voler incrementare questa attività di vendita, non solo biglietti dunque ma pacchetti di viaggio che includano il biglietto”, ha spiegato Jan Gerlach, ceo Peakwork. Ma come reagiscono i tour operator tradizionali come per esempio Tui? “E’ chiaro che in questo quadro il margine si riduce, perché sia hotel che compagnie aeree, che altri soggetti sul mercato, stanno vendendo pacchetti di viaggio. Ma Tui stesso sta diventando supplier, ha acquistato immobili, compagnie di crociera e offre a sua volta i propri servizi ad altri. Alle stesse compagnie aeree, per esempio, che non sanno come fare il tour operator quindi chiedono, e questa è una opportunità per aumentare il margine”, ha aggiunto Jan, secondo cui anche il sistema di prenotazioni dovrà sempre di più unificarsi e facilitarsi con pochi click.

Evaneos
“La sfida per il tour operating del futuro sarà quella di combinare le conoscenze classiche e l’offline con la tecnologia e i moderni strumenti digitali”. E’ l’opinione di Eric La Bonnardiere, cofondatore e ceo di Evaneos. Nato 9 anni fa, questo operatore mette in collegamento diretto i viaggiatori con i Dmc che sono i tradizionali supplier dei tour operator sul terreno. “Abbiamo portato i Dmc al mercato b2c - ha detto il manager -. I clienti hanno beneficiato della loro esperienza sul campo, riuscendo a personalizzare molto di più i tour e ad accedere a molti più prodotti. Abbiamo creato per loro diversi strumenti tecnologici, se per esempio pensiamo che un pacchetto medio dura 13 giorni e prevede 24 differenti servizi, è chiara la complessità della proposta e l’importanza delle relazioni personali più che digitali”, ha detto. Per i propri partner, Evaneos ha creato strumenti di allargamento del business, da un anno per i Dmc è possibile includere non solo voli interni ma anche internazionali nei propri pacchetti. “Abbiamo un team dedicato a potenziare la lista dei Dmc con cui lavoriamo e controllare localmente il livello della qualità, possiamo essere molto esigenti con loro visto che in alcuni casi procuriamo il 30% del loro business” ha concluso La Bonnardiere. Secondo il manager, il futuro del classico tour operator sarà sempre più sulla nicchia, su servizi altrimenti introvabili da personalizzare, e sulle esperienze che saranno al centro dei viaggi, quasi più delle destinazioni.

Kayak
“Il futuro è nella combinazione tra dynamic packaging e i pacchetti creati dai tour operator. Gli utenti non badano a come un pacchetto è fatto, purché risponda alle proprie esigenze quando cercano e acquistano. Vogliono personalizzazione”. Si aggiunge al dibattito sul palco, Jan Valentin ex Svp Strategy and Corporate Development  Kayak Europe. Con lui è naturale affrontare le nuove sfide messe sul mercato da Google. “Noi facciamo lo stesso. Google sta facendo un bel lavoro ma non ci preoccupa. Non vedo per ora che la gente cercherà su Google i pacchetti di viaggio, certamente le singole informazioni ma non offerte e ispirazioni di viaggio”, ha concluso il manager, attualmente fondatore e ceo della azienda hi-tech Jagoona.   

 


 



Alessandra Gesuelli

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