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Il re-engineering del charter

16/07/2018 - numero Edizione 1553

I Dreamliner della flotta Neos sono a quota due, il terzo arriva ad ottobre e porterà con sé il Myanmar come scalo della rotazione sul Vietnam. Dalla Winter 2018 la compagnia aerea potrà considerare la standardizzazione sul B787 quasi completata, considerando che i 767 sono in dismissione programmata. Oltre che un investimento di centinaia di milioni, l’introduzione di aerei così tecnologicamente avanzati porta a una profonda trasformazione “industriale” per il tour operating.
“Ci stiamo lavorando da due anni e con i nuovi aerei è sempre più facile proporre un’offerta di viaggi nuova, fatta di partenze flessibili, distribuite su più giorni della settimana e che danno ai viaggiatori ampia combinabilità”, spiega l’ad dell’aerolinea Carlo Stradiotti, anche direttore generale business del Gruppo Alpitour. Opzioni queste già possibili sul corto-medio raggio e che oggi, finalmente, si estendono alle lunghe distanze, più rischiose ma granché remunerative. “Possiamo dire di lavorare con un prodotto a richiesta – continua  il direttore -, una modalità completamente diversa rispetto all’inserimento nei database di un’offerta standardizzata, a date fisse”. Oggi è il cliente, sia quello dell’agenzia, sia quello finale attraverso le Ota, che assembla voli e alberghi. “Del resto, i t.o. che pre-acquisiscono i posti una stagione per l’altra non esistono più e i contratti vuoto-pieno di 15 anni fa li abbiamo dimenticati”, chiosa Stradiotti.

I competitor di oggi
In verità, il mercato dei viaggi organizzati in Italia non cresce abbastanza e i competitor dei t.o., che si stanno concentrando, sono da cercare sul web e in Europa. “Siamo ancora piccoli rispetto ai concorrenti europei – osserva Stradiotti -, i nostri clienti sono fuori dal tour operating: sono su Booking.com e con le low cost, attraverso le quali si auto-compongono il pacchetto. Pensiamo a Easyjet Holidays, lanciato nel 2010, e che con il nuovo amministratore delegato in arrivo da Tui avrà un potenziamento”.

Seat-only vale l’8% dei ricavi
Intanto la crescita delle vendite del solo-volo avanza, oggi vale l’8% dei ricavi totali per Neos, con una progressione del 12%. “Il seat only ha migliorato il rapporto con i t.o., in quanto è una vendita con regole di prezzo che non li compromette, anzi li solleva dall’impegno quando non riescono a vendere i posti in opzione”, spiega il manager.
La compagnia aerea del Gruppo Alpitour ha una flotta di 11 aeromobili ed è la prima italiana ad avere in flotta i 787-9 Dreamliner.
Nel mondo, l’utilizzatore principale di questa macchina è American Airlines, che ne ha 707. I costi operativi per passeggero sono inferiori di circa il 6% rispetto al rivale Airbus 330, secondo i calcoli di United Airlines.                  



Paola Baldacci

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