EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Assicurazioni

Direttiva tra criticità e qualificazione del settore

18/06/2018 - numero Edizione 1551

Premesso che solo quando verrà emesso il decreto attuativo si capirà se tutte le norme indicate nell’Idd saranno effettivamente applicate nell’ambito delle agenzie viaggi e in che modo verranno interpretate, alcune problematiche vengono già rilevate da Gualtiero Ventura, presidente di Ami Assistance: “Se tutto dovesse rimanere così, ritengo che ci siano diverse criticità visto che gli oneri amministrativi di trasparenza, di base corretti, implicano dei costi per le agenzie di viaggio non indifferenti, ma soprattutto non supportati da adeguati ricavi”. Ventura parte dal presupposto di un punto vendita che realizza in media circa duemila euro di premi all’anno con un margine (provvigione) lordo del 30% circa. “Gli obblighi introdotti dall’Idd non sono commisurati al giro d’affari medio – spiega-: le 15 ore di formazione obbligatorie per singolo addetto alla vendita, oppure la capacità finanziaria permanente richiesta, che deve essere pari al 4% dei premi annuali incassati e non inferiore a 18mila750 euro, il che significa che deve avere un volume d’affari di circa 470mila euro. Infine l’obbligo dei conti separati per la vendita delle polizze”.
Si aggiunga che “l’articolo 17 sancisce che l’agenzia non può adottare disposizioni in materia di compenso (obiettivi di vendita/incentivi), perché è loro dovere agire nel miglior interesse del cliente offrendo il prodotto assicurativo che meglio risponde alle esigenze del cliente, mentre l’articolo 19 stila una lista di documenti/informazioni che le agenzie dovrebbero fornire al cliente in fase di vendita tra cui un documento che lo informi di quanto percepisce per la vendita di quella singola polizza”. Il dubbio: queste regole non ridurrebbero, ancora più di oggi, la decisione del cliente finale a essere una mera questione di prezzo, più che di qualità del prodotto e di miglior risposta alle sue necessità?

Opportunità
L’opinione diffusa è che le nuove regole matureranno il settore della distribuzione turistica. “E’ una opportunità per le agenzie di raggiungere una maggior consapevolezza del ruolo di consulenti che il mercato affida loro – commenta Daniela Panetta, head of Travel Sud Europa -. La possibilità di proporre polizze “importanti” anche a livello di spesa dovrà necessariamente essere accompagnata da una formazione ad hoc, che consentirà agli agenti di rafforzare il ruolo che già oggi esercitano, fornendo un reale valore aggiunto anche in materia assicurativa”. L’affiancamento delle agenzie è un aspetto sul quale le compagnie fanno leva: “La nostra visione è sempre stata quella di supportare gli agenti di viaggio, quali nodi strategici nel mercato travel - dichiara Claudio Terragni, head of sales travel sector Sud Europa di Axa Partners Group -. Ancor di più oggi, è fondamentale affinché ci sia profonda conoscenza delle coperture assicurative offerte e trasparenza nelle procedure. Gli intermediari del trade si troveranno sempre più in bilico tra questo ruolo e quello di responsabili dell’esecuzione del pacchetto; nonostante la normale incertezza iniziale, riteniamo che il cambiamento possa essere un’opportunità di crescita del settore”. Anche Massimiliano Sibilio, appena nominato head of tourism di Europ Assistance Italia, sostiene che “l’adozione dell’Idd è volta ad una maggiore e migliore qualificazione di tutti gli attori della filiera impegnati nella proposta e sottoscrizione di prodotti assicurativi in ambito viaggi e questo dovrà certamente passare da percorsi formativi perfezionati e probabilmente da nuove categorie di attribuzione all’interno del Registro degli intermediari di Ivass, che permettano agli operatori del mondo viaggi di poter proporre assicurazioni in modo ancora più competente e professionale”. Per Dario Giovara, direttore generale di Erv Italia, il recepimento della Idd “rappresenta una formidabile opportunità di ammodernamento del mercato assicurativo e di innalzamento delle tutele rivolte al consumatore in termini di chiarezza dei servizi offerti, trasparenza delle condizioni e maggiore semplicità di fruizione del servizio – argomenta -. Questo vale specialmente nel settore delle polizze cosiddette accessorie, ovvero vendute in abbinamento ad altri servizi, quali i viaggi, la telefonia, la fornitura d’energia e molti altri ancora. Nel 2014, l’Ivass condusse un’indagine conoscitiva dalla quale emerse la vasta diffusione del fenomeno: nel complesso vennero rilevate circa 1.600 tipologie di contratti per un totale di oltre 15 milioni di assicurati, mentre nel solo settore del turismo furono identificati circa 300 contratti e quasi 3 milioni di assicurati”. Sottolinea l’aspetto della formazione e la sinergia che si potrà creare con network e t.o, il direttore commerciale di Allianz Global Assistance, Renato Avagliano: “Avremo l’opportunità di regolare un’attività di impatto significativo sul consumatore finale e questo lo considero un vantaggio; potremo strutturare percorsi che già facciamo, ma in un’ottica di qualificazione del settore potremo essere ancora più incisivi nel nostro mercato”.  



Paola Baldacci

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte