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Caraibi: si riparte con l’alta stagione

23/10/2017 - numero Edizione 1535

Caraibi, si riparte. Dopo la contrazione della domanda nell’immediato post-uragani Irma e Maria, le destinazioni dell’area riprendono slancio sui mercati internazionali come su quello italiano, anche grazie alla campagna “Caraibi, si parte!” con la quale Astoi ha chiesto già qualche settimana fa ai tour operator suoi aderenti, attraverso promozioni ed iniziative ad hoc, di “supportare e promuovere un’area turistica molto importante per gli associati, ma anche per informare correttamente i consumatori sulla fruibilità delle strutture e circa le reali condizioni delle mete caraibiche”.
“Abbiamo voluto supportare l’area dei Caraibi – ha spiegato Nardo Filippetti, presidente Astoi - con un’azione forte e congiunta che prevede azioni commerciali e di marketing personalizzate, ma tutte con la finalità di sostenere i Caraibi attraverso proposte molto incentivanti, che avranno validità solo per un breve periodo, considerato che si tratta di una destinazione storicamente molto amata dagli italiani. Infatti, le prenotazioni per l’ultimo dell’anno stanno già facendo registrare il tutto esaurito”, afferma Filippetti.

La ricostruzione
Se la stessa Astoi ha spiegato in una nota che “nelle isole principali dei Caraibi quali, ad esempio, Repubblica Dominicana, Cuba e Giamaica, i danni causati dal passaggio degli uragani sono stati contenuti e le strutture sono immediatamente tornate alla piena operatività”, altri paesi sono in piena fase di ricostruzione. E’ il caso di Porto Rico, Turks & Caicos, Anguilla, St. Barths e St. Maarten, tutti duramente colpiti così come le Isole Vergini britanniche, che hanno lanciato l’hashtag #BVIstrong proprio a supporto del ritorno alla normalità, con le strutture turistiche ancora per la maggior parte chiuse e Mark Vanterpool, ministro della Comunicazione e del Lavoro, che spiega come l'obiettivo sia “quello di riaprire almeno il 50% dei negozi di prima necessità entro l’inizio di novembre”.
Per parte loro, le altrettanto colpite “sorelle” Isole Vergini americane sono in attesa dell’ok per un prestito da almeno 500 milioni di dollari dal governo statunitense. Come noto, anche Barbuda è stata investita in pieno dalla furia di Irma, ma Cherrie Osborne, director of tourism Uk&Europe del paese, assicura che invece “Antigua è aperta al 100% e le sue 365 bellissime spiagge sono per l'isola un punto di forza insuperabile”.

I paesi “fortunati”
Splende invece il sole, anche dal punto di vista turistico, sulle Bahamas: “Le strutture turistiche sono in piena operatività – spiega Maria Grazia Marino, regional manager sales&marketing della destinazione - e abbiamo grandi soddisfazioni dal mercato italiano, che è il quarto in Europa dopo Uk, Francia e Germania e sul quale contiamo di crescere ancora nel 2017, dopo le 13.500 presenze registrate l’anno scorso”.
Altrettanto positivo l’outlook della Giamaica: “Siamo stati protetti dalle altre isole, una sorta di muro che ci ha salvato e ci ha consentito di non registrare danni”, spiega Gregory Shervington, regional director Europe del Jamaica tourism board.
L'Italia si conferma per l’isola di Kingston il terzo mercato europeo dopo Uk e Germania, e se lo scorso anno gli italiani sono stati 12.893, con un +36% sul 2015, Shervington dà i numeri del 2017: “Da gennaio ad agosto gli italiani sono stati 9.410, e le previsioni ci dicono che potremo superare le 15.000 unità entro la fine dell'anno”.                 
 



Gianluca Miserendino

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