EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Paesi al microscopio - Kenya - Tanzania - Zanzibar

Tra urgenze e necessità

18/09/2017 - numero Edizione 1531

Di cosa avrebbe bisogno il Kenya? Gli operatori hanno le idee chiare in merito. Uno su tutti è “il tanto auspicato progetto di espansione dell’aeroporto di Malindi - fa presente Patacconi di Condor - sono anni che tutti si augurano che venga finalmente realizzato, superando le oggettive difficoltà sociali e non che ne hanno rallentato l’esecuzione”. Dal punto di vista della fruibilità, osserva il manager, “sia delle destinazioni costiere (Kilifi, Watamu, Malindi stessa) sia dei parchi (Tsavo), la possibilità di avere voli leisure diretti dall’Europa a Malindi, evitando il penalizzante transfer da Mombasa, rappresenterebbe una spinta importante alla crescita dei flussi turistici”. Sul tema della “sicurezza reale e percepita - secondo l’amministratore unico del t.o. - è stato fatto molto, ma è importante non abbassare la guardia”, ammonisce. A detta del Gruppo Alpitour (in questo caso Francorosso e Karambola), la destinazione avrebbe bisogno “di maggiori investimenti da parte delle autorità e dell’ente del Turismo per rilanciare definitivamente la meta e confermare la stabilità del Paese”. Settemari sposta l’attenzione sulla necessità di investimenti dedicati a “infrastrutture come viabilità, corrente elettrica, senza tralasciare la stabilità”. Tema, quest’ultimo, caro a tutti. Secondo African Explorer l’azione di intervento deve essere su tutto, “non stanno facendo nulla di serio da troppi anni. Un Paese con problemi di immagine come il Kenya dovrebbe investire meglio e di più, oltre che sui canali alternativi come il web e i social media marketing che rappresentano il futuro del turismo”.
Stiamo parlando di un Paese la cui offerta turistica “è abbondante e di qualità - osserva Il Diamante -, sia di itinerari sia di livelli di strutture, poco impegno a livello centrale a promuovere la destinazione nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda i safari”. Questi ultimi rappresentano un’offerta “completa, i clienti possono prenotare safari con partenza da Nairobi o da Mombasa, per quanto riguarda le strutture della costa l’offerta soddisfa ogni budget di spesa”.

In agenzia
Un prodotto che si vende bene in agenzia, per “l’ottimo rapporto qualità-prezzo”, per “i voli charter che riducono la concorrenza dell’online”, dicono i t.o. In più ha dalla sua “la facilità di combinare soggiorno mare e safari, senza dover prendere aerei interni, permettendo un contenimento dei costi”.
Sicuramente gioca a favore “l’avere un villaggio tutto italiano e in gestione diretta”.
Voce fuori dal coro, quella di
African Explorer, in quanto “le adv propongono spesso il Paese solo come destinazione mare, mentre il Kenya gode di un prezzo del safari imbattibile in tutto il continente africano. Ci stiamo impegnando su questo aspetto fondamentale per portare di nuovo le adv a credere in questo prodotto, non solo nella Tanzania”, afferma Simonetti.                             



Stefania Vicini

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte