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Iva inglobata rischio per due

15/02/2016 - numero Edizione 1496

Per la distribuzione la mossa implica un abbattimento della redditività, ma per i t.o. una possibile perdita di quote e rapporti più instabili con le adv

Un rischio per le agenzie, ma a ben guardare anche per i tour operator.
Qualora dovesse passare la scelta di inglobare l’Iva nelle commissioni riconosciute dai t.o., e oggetto di autofattura, si aprirebbe uno scenario incerto che potrebbe spingere la distribuzione a sostenere con maggiore convinzione l’autoproduzione boicottando, conseguenza logica, una fetta di vendite intermediate.
Ad esprimere questa ipotesi è Paola Frigerio, responsabile programmazione e direzione network di Frigerio Viaggi: “La strada che stanno adottando molti operatori penalizza esclusivamente il reparto agenziale con l’abbattimento di oltre 2 punti della nostra redditività. Il messaggio che arriva alle agenzie è disincentivante e spinge alla disintermediazione. Per noi a maggior ragione diventa importante tutta la nostra programmazione e quindi è imperativo l’utilizzo del nostro catalogo e del sito”.
La normativa prevede che siano assoggettate ad Iva le commissioni relative a prodotti con destinazione Italia o Ue, mentre sono escluse quelle attinenti prodotti con destinazione Extra Ue. Nel primo caso gli agenti di viaggi, pur leggendo nell’autofattura i due importi (provvigione e Iva) non vedevano addebitarsi il secondo in quanto a carico del tour operator. Se però il calcolo dell’Iva venisse inglobato alla commissione, automaticamente il suo valore verrebbe ridimensionato.
Pierluigi Fiorentino, segretario generale Fiavet ed esperto fiscale, è cauto: “Il quadro non è ancora chiaro. Certo le norme che disciplinano l’applicazione dell’Iva nel nostro comparto devono essere rispettate  – commenta –, ma assolutamente non possono servire per giustificare le libere scelte di politica commerciale dei tour operator. Fiavet sta monitorando la situazione in modo da valutare, in una analisi approfondita e completa, i corretti aspetti sia fiscali sia contabili delle diverse fattispecie”.

I commenti
Astoi
dal canto suo replica per voce del suo presidente Luca Battifora: “L’associazione non ha alcun ruolo nelle scelte dei singoli associati. In questa vicenda Astoi si è limitata a fornire l’assistenza di un consulente fiscale ai soci che ne hanno fatto richiesta per verifiche ed approfondimenti relativi alla corretta interpretazione e nel rispetto delle normative vigenti. E’ errato sostenere che i t.o. hanno deciso di far pagare alle agenzie l’Iva che spetterebbe invece a loro stessi. I t.o. continueranno a sostenere il costo dell’Iva sulle destinazioni Ue sulla parte del proprio guadagno, lasciando a carico delle agenzie il pagamento dell’Iva nella misura del 22% sulla porzione relativa alla commissione”. Nel momento in cui si scrive non è certo se Astoi aderirà alla tavola rotonda promossa da Fto  sulla corretta interpretazione della normativa fiscale vigente. “Con questa iniziativa vogliamo consentire agli attori del comparto  – spiega Francesco Sottosanti, direttore Federviaggio – di prevedere gli impatti sui bilanci ed intraprendere negoziazioni utili”.
Sottosanti sottolinea che “Fto è molto presente sull'argomento in quanto abbraccia diversi fattori di vitale importanza per il mondo del turismo organizzato: la comprensione della fiscalità di settore; i rapporti tra produzione e distribuzione e il conto economico delle aziende. Il compito di una federazione di settore moderna è spendere la propria credibilità nel favorire la contrattazione attraverso dialogo e trasparenza”. Intanto, però, emerge che molte agenzie non si erano accorte - firmando i contratti - che nelle condizioni generali era stato previsto questo cambiamento contrattuale. E così Paolo Mazzola, presidente Fiavet Emilia Romagna-Marche esorta alla prudenza nella firma. Franco Gattinoni, presidente di Ainet,  spiega: “Abbiamo chiesto un confronto diretto con Astoi per far chiarezza”. Di autogol parla invece Ivano Zilio, patron di Primarete e consigliere Ainet: “Posso capire che per i t.o. è anche un’esigenza di bilancio, però è un dato di fatto che le adv e i network andrebbero a perdere una marginalità importante e i t.o. perderebbero quote di mercato”. 
T.o. non convenzionati, stranieri, tailor made e realtà online sarebbero, secondo Zilio, i beneficiari di questa mossa. Ora si aspetta la replica della produzione.                           
 



Laura Dominici

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