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Il mare vince e il trend si sposta

07/09/2015 - numero Edizione 1483
Tanzania e Zanzibar non risentono del fattore Kenya
Soggiorni mare a Zanzibar e safari in Tanzania. La partita si gioca così su queste due mete, in linea con una domanda italiana che sembra, però, ancora fortemente orientata al balneare.
Dal fronte degli operatori impegnati a programmare le due destinazioni, c’è chi rileva che “in questa estate la domanda sulla destinazione mare è in netta crescita”. E’ ciò che constata Corrado Munarin, strategy manager di Condor. Trend cui fa da contraltare la voce di Francorosso, per il quale “sono molto richiesti i safari”, punto di forza del t.o, “con una proposta da 3 a 6 notti nella savana anche per assistere alla migrazione nelle pianure del Serengeti”. L’operatore riconosce comunque che “la maggior parte delle richieste si focalizza sul soggiorno balneare per le spiagge di Zanzibar” dove Francorosso offre due SeaClub in esclusiva sul mercato italiano.
Anche se il soggiorno è la richiesta principale, da I Viaggi di Atlantide si registra “negli ultimi anni anche un aumento dei safari, con i parchi della Tanzania, Serengeti, Tarangire, Ngorongor, o i parchi meno conosciuti del Sud - afferma Vittorio Benvenuto - ci danno l’opportunità di creare pacchetti ritagliati ad hoc”.

Il buon mercato
“Zanzibar ha sempre un buon mercato”. Parte da questo assunto Benvenuto, rilevando che “la domanda fin dalle prime battute estive si dimostra buona. Supportati dal nostro Atlantis club Waridi beach resort offriamo alla clientela un compromesso di rapporto qualità-prezzo favorito anche dalla nostra gestione diretta”, afferma il manager.

Riflessi positivi
A detta di Munarin le problematiche che hanno interessato il Kenya hanno avuto dei riflessi sulle richieste per Tanzania e Zanzibar, ma “in positivo”. Prova ne è il fatto che “la domanda è in crescita e siamo molto fiduciosi”. In linea Settemari, nel momento in cui afferma che “la conseguenza dell’andamento del Kenya è stata l’aumento della richiesta per Zanzibar”, osserva il direttore commerciale Guido Ostana. In particolare nel caso del t.o. la domanda “è orientata sul SettemariClub Diamonds Mapenzi beach di Kiwengwa”.
Da Francorosso viene fatto presente che la Tanzania “è una destinazione sicura, molto apprezzata dalla cli-entela italiana” e che l’isola di Zanzibar, forte del tipo di vacanza che è in grado di offrire, “ha successo da molti anni”. Sulle due mete il t.o. traccia un bilancio positivo dell’estate, il che è una buona premessa “per l’inverno con charter Neos per Zanzibar ogni settimana da Milano, Verona , Bologna e Roma”. African Explorer, che propone safari in Tanzania con Zanzibar co-me estensione, afferma che “qui la domanda è diminuita, ma non è crollata come in Kenya”. Il t.o. rileva che “i safari tengono” e la politica è puntare “sulle partenze garantite”.

OFFERTA RIDIMENSIONATA

Dal fronte distributivo i segnali sul Kenya non sono molto incoraggianti. Alla domanda se la destinazione si sia ripresa, da One ! Travel Experience vien fatto presente: “Non ancora, registriamo richieste ridottissime”, afferma l’a.d. Rinaldo Bertoletti. Potrà tornare ai livelli soliti o ci vorrà ancora del tempo? “Mi piacerebbe essere positivo, per una destinazione che è stata per anni un must del turismo outgoing italiano, ma credo che non tornerà più ai livelli di eccellenza cui ci eravamo abituati”, prevede il manager.
In merito all’offerta invernale dei t.o. sulla meta al momento “si è semplicemente ridimensionata”, ma, per ora, non c’è alcuna “chiusura annunciata” in termini di villaggi. Spostando l’attenzione su Tanzania e Zanzibar, la domanda di mercato “segue la sorte del vicino Kenya, registra un calo, sente l’influenza dell’area”, rileva il network.
Su un ritorno dell’Africa per l’inverno, intesa come Kenya e Zanzibar, mostra un certo ottimismo Simone Aggio, amministratore unico di SiTravel. A detta del manager il “Kenya in autunno tornerà ad essere in una situazione di normalità”, complici più fattori positivi che caratterizzano il Paese tra “un costo accettabile, il fatto che sia relativamente vicina e che, anche dal punto di vista politico, è più stabile”.




Stefania Vicini

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