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Franco Rosso, uno sguardo al passato

06/07/2015 - numero Edizione 1482
Intervista al fondatore del t.o. sugli esordi del Kenya
Un incontro speciale quello avvenuto a Malindi con Franco Rosso, uno dei precursori del viaggio organizzato e fondatore del t.o. Francorosso.
Dai suoi racconti è emersa la grande passione per il viaggio, iniziata negli anni ’60 quando la parola charter non era ancora diffusa e il turista con la “T maiuscola” per raggiungere la meta africana affrontava viaggi lunghi, scali ancora più lunghi e accomodation in campi tendati non paragonabili a quelli disponibili oggi. “Ho ideato tanti tour in Africa. Mi piace ricordare “Il tour del latte”, che prevedeva in Kenya i safari all’Amboseli e al Masai Mara - commenta l’imprenditore -. Poi, dal Kenya, ci si trasferiva in Tanzania al Serengeti e al Ngorongoro. Si dormiva nella savana, in campi tendati che venivano montati ogni sera e i ranger vegliavano per la sicurezza degli ospiti. I tour duravano almeno 15 giorni e quando si rientrava a Nairobi, i clienti erano soddisfatti e felici. Poi iniziò lo sviluppo della costa da parte di investitori tedeschi. E gli italiani seguirono a ruota nella costruzione dei resort in Kenya. Gli anni ’80 e ’90 furono veramente d’oro”.

I collegamenti di un tempo
A quei tempi su Nairobi volava Alitalia, prima con i DC-8 da 170 posti, poi con il DC-10 che trasportava 250 passeggeri.
“Gli italiani avevano scoperto il Kenya dei safari – rammenta Rosso - e solo in seguito hanno apprezzato il mare. Su Mombasa abbiamo contato più di 50 voli charter a settimana. Oggi la situazione in Kenya è nota a tutti. Tanti fattori, da quello economico ai fatti di terrorismo, che, se pur avvenuti a 500 km dalla costa, hanno provocato panico”.
Poi le strade inadeguate, che sono quelle di un tempo, con un traffico moltiplicato per mille. “Tutto questo ha decimato il turismo in Kenya – ammette -. Insomma, stiamo ripartendo dall’inizio. Ma la verità è che migliaia di lavoratori stanno a casa e che la popolazione non si merita questa situazione. Malgrado questo dramma, le persone sono sempre serene, anche se povere e prive di tutto”. Per Franco Rosso, che vive sei mesi a Lugano e sei a Malindi, anche la destabilizzazione della Somalia può aver influito negativamente sulla situazione turistica in Kenya.

“Questo ciclo negativo finirà, perché tutto finisce e tutto si dimentica. Una volta il vero pericolo in Africa era la malaria – sottolinea - oggi è il terrorismo. Ma non si può essere sicuri in nessuna parte del mondo. Questo lo dico a chi ha paura di venire in Kenya, anche se il problema dello sviluppo del Paese è molto delicato”.

Il potere cinese
Una volta l’accusa era verso i colonialisti, oggi una questione seria per il Paese è quella dei cinesi che hanno invaso Africa e Kenya con le coltivazioni.
“Ma in Kenya non rimane nulla. Tutto il lavoro è fatto dai cinesi – spiega ancora - che poi esportano i prodotti della terra keniota in Cina. Faccio un altro esempio: il porto di Lamu, per il quale si sono fatti progetti, gare di appalto e investimenti per milioni di dollari è finito nelle mani dei cinesi".

La solidarietà
E per dare un aiuto concreto ai giovani di Malindi, Franco Rosso ha creato una scuola di musica, in memoria della moglie scomparsa in Kenya nel dicembre scorso. “Si chiamerà Amalia Rosso, School of Music in Malindi – annuncia -. E’ un progetto per togliere i bambini dalla strada, nutrirli, educarli e per indirizzarli alla musica. La scuola seguirà il percorso del sistema musicale creato da José Antonio Abreu in Venezuela, da dove sono usciti musicisti e direttori di orchestra. Saranno tra 30 e 40 i bambini che entreranno a far parte della Amalia Rosso Sym-phonic Orchestra e che studieranno per tre anni. La musica può fare molto, anche per chi non è particolarmente dotato. L’importante è salvare questi bambini dalla strada e tentare di dar loro un futuro".

Franco Rosso invita gli italiani a tornare in Kenya, a vincere le paure, spesso immotivate, e ad approfittare del momento tranquillo. "E’ adesso che bisogna venire, quando gli alberghi non sono al completo, i servizi sono più curati, i parchi a completa disposizione degli ospiti, i prezzi più convenienti. Il Kenya attende i turisti italiani con il rispetto e l’affetto di sempre", conclude.  

Annarosa Toso

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