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In attesa del ritorno dei turisti

08/06/2015 - numero Edizione 1479
Un viaggio studio tra Watamu, Malindi e lo Tsavo East National Park organizzato da Interface
Otto giorni per constatare che in Kenya è tutto tranquillo, che la popolazione accoglie il turista con il consueto sorriso e che le strutture sono pronte ed efficienti. Gli italiani, dopo il falso allarme sull'ebola dello scorso anno e dopo la strage degli studenti cristiani avvenuta recentemente, sono in evidente calo. Ancora di più gli inglesi, che sono stati invitati dal proprio ministero a evitare i viaggi in Kenya se non per gravi motivi.
Max Cheli, managing director del Medina Palms di Watamu, struttura che ha vinto il premio TripAdvisor come primo hotel del Kenya, ha sottolineato come sia difficile conciliare una gestione redditizia con il calo delle presenze. “Siamo tra i pochi hotel che non hanno ridotto il personale e che hanno mantenuto tutti i 130 dipendenti – ha evidenziato -. Ma non possiamo negare che la situazione sia delicata, soprattutto in questo periodo di bassa stagione, senza i voli charter che arrivano direttamente su Mombasa. Sulla costa – ha sottolineato il manager - il terrorismo non esiste. Semmai possiamo parlare di lotte tribali, per esempio quelle in atto per la costruzione del porto di Lamu, per cui esistono progetti per 30-40 miliardi di dollari che scatenano lotte senza quartiere. Ma queste problematiche non vanno a toccare il turista. Oggi l'80% delle presenze sulla costa è determinato da kenioti benestanti che possono permettersi una vacanza”.

Il fascino prevarrà sulla paura
Per Paolo Rosso, director di Planhotel Group, il fascino del Kenya prevarrà sulla paura e i turisti torneranno, soprattutto se sarà mantenuto l'impegno dell'adeguamento dell'aeroporto di Malindi fatto dal ministro per gli Affari esteri dell'Africa orientale per il commercio e il turismo, Phyllis Kandie. “Come Francorosso siamo stati tra i primi a promuovere il Kenya con safari di 15 giorni nei campi tendati – ha spiegato Rosso -. Sulla costa non esisteva nulla, fino al boom della costruzione di tanti hotel e all'arrivo fino a 50 voli charter settimanali su Mombasa. Sono sicuro – ha auspicato - che questo ciclo negativo finirà, perché tutto si dimentica e perché il Kenya ha tanti plus su cui contare, tra cui la bellezza dei suoi numerosi parchi. Unire un soggiorno al mare all'esperienza di un safari, significa vivere una vacanza completa e appagante”.

Cambio di target
Alla Malindina, proprietà italiana dal fascino tutto africano, gestita dalla Mariani Viaggi di Betti Mariani, si mangia italiano con gli ottimi prodotti locali. Il manager Maurizio Ciorra ricorda come negli ultimi anni sia cambiato il target dei turisti di Malindi. “E' un passato che forse non tornerà più, quello delle feste, delle grandi cene e delle riunioni, delle grandi disponibilità economiche. E' solo cambiato il modo di vivere qui a Malindi e non c'entra il terrorismo perché qui non c'è mai stato”.
I safari, chi ha fatto questa esperienza lo sa, hanno un fascino particolare.
I colori e gli odori della savana, la ricerca degli animali, l'incontro quanto più vicino possibile galvanizza i visitatori che porteranno a casa oltre alla foto di rito anche dei ricordi incancellabili regalati da quella esperienza. Lo Tsavo East Park, quello più facilmente raggiungibile da Malindi e grande sette volte la Toscana, vanta una altissima concentrazione di animali, tra cui moltissimi elefanti. All'interno numerosi lodge, tra cui l'Ashnil Aruba, che in questa occasione ha ospitato la stampa.
I charter dall'Italia riprenderanno a partire da metà luglio e proseguiranno fino alla prossima primavera, almeno così sperano gli operatori locali. In effetti la mancanza di turisti ha messo in ginocchio un Paese che sul turismo ci viveva e che almeno sulla costa e nei parchi ha ben poche altre possibilità di sussistenza. Molti gli esercizi commerciali chiusi, molti gli hotel che hanno drasticamente ridotto il personale. Persino il duty free di Mombasa ha oggi un aspetto triste con molti negozi sbarrati.

Il Governo vigila
Mohamed S. Bawazir, marketing officer di Kenya Tourism Board, che ha accompagnato il gruppo di giornalisti, ha sottolineato che è interesse del Governo vigilare affinché qualsiasi forma di violenza sia bloccata sul nascere. “Per noi il turista è molto importante e vogliamo che viva la sua vacanza in Kenya in perfetto agio, tranquillità e sicurezza. Invitiamo gli italiani a tornare a godere del nostro Paese e a viverne tutti gli aspetti”.
Per raggiungere Mombasa si è volato con Ethiopian Airlines via Addis Abeba. Le ore di volo sono state complessivamente 9, oltre alla sosta tecnica ad Addis Abeba.

Annarosa Toso

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