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E-commerce: il turismo perde qualche colpo

26/01/2015 - numero Edizione 1463
Continua ad aumentare l’importanza dell’e-commerce in Italia: nel 2014 la crescita è stata del 17% per un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro. In questo scenario i device mobili sono sempre più protagonisti: le vendite via smartphone registrano un incremento del 100% e superano gli 1,2 miliardi di euro, pari al 9% del commercio elettronico complessivo. Se si aggiungono quelle via tablet, l’incidenza delle vendite da dispositivi mobili raggiunge il 20% del totale. Questi dati dell’Osservatorio e-commerce b2c della School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm ci indicano un fenomeno inarrestabile in cui il turismo sembra perdere qualche colpo. Rispetto ad altri settori, il segmento cede il 2%, ma si attesta comunque al 40% del mercato per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro.
Annunciato con enfasi nel novembre scorso l’approdo di Amazon nel settore travel – perlopiù hotel, si è detto -, del colosso delle vendite online a metà gennaio ancora non si è vista traccia, ma se ne sono già motivate le ragioni della probabile mossa. Dopo libri ed elettronica, macaroni & cheese, lenzuola, “le vacanze sono il passo più ovvio – ha scritto l’Economist inglese -, il mercato è immenso: l’anno scorso le agenzie di viaggi online hanno effettuato vendite per 278 miliardi di dollari secondo Euromonitor”. Il fatto che per lo store di Jeff Bezos le vendite dirette siano ormai inferiori alle vendite di terze parti ospitate sul proprio sito, e l’ospitare terze parti permette di avere un peso maggiore nell’ecosistema dell’e-commerce, ci deve far pensare che come per altri beni comuni certe tipologie di viaggio saranno sempre più vendibili online. Purtroppo per il Pil italiano la bandiera non è tricolore. “Questo mercato è sempre più appannaggio delle dotcom prevalentemente straniere: Amazon, Booking.com, eBay ed Expedia complessivamente pesano per il 54% delle vendite (oltre il 70% se consideriamo solo i comparti di prodotto)”, afferma Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio. Questa percentuale mette in luce le debolezze degli operatori tradizionali che ancora stentano a interpretare l’online come un reale canale alternativo.
Nell’ultimo anno, in Italia, gli acquirenti online hanno superato i 16 milioni: quelli abituali, ossia quelli che effettuano almeno un acquisto al mese, sono circa 10 milioni e generano il 90% del valore dell’e-commerce.
Quelli sporadici, invece, sono 6 milioni e in media spendono mille euro l’anno.
Curiosità: lunedì 15 dicembre è stato il giorno in cui Amazon.it ha raggiunto il picco di attività per quanto riguarda le vendite, con oltre 396.261 prodotti ordinati al ritmo di oltre 4 al secondo. Il culmine è stato raggiunto alle ore 21:16. Durante la giornata sono stati confezionati 8.903 pacchetti regalo.

Paola Baldacci

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