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“Israele non si è fermato”

13/10/2014 - numero Edizione 1456
Estate difficile, ma l’ente vuole comunicare sicurezza
Rilanciare la destinazione attraverso una massiccia campagna di comunicazione, con l’obiettivo di tranquillizzare i potenziali turisti sulla stabilità politica del Paese. Questo il difficile compito che attende l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo e la sua nuova direttrice Avital Kotzer Adari, che lo scorso giugno ha ereditato l’incarico da Tzvi Lotan. “Israele non si è fermato, noi continuiamo a lavorare sulla strada intrapresa - ha dichiarato Kotzer Adari - perché occorre sviluppare le relazioni con la stampa, investendo in maniera creativa su online e media digitali”. Terra di incontro di diverse fedi religiose, il viaggio in Israele assume forti connotati spirituali che lo collocano tra le mete obbligate nel segmento dei pellegrinaggi. Un’opportunità di cui il mercato italiano si è sempre avvalso: “Israele crede nell’Italia - prosegue Kotzer Adari - ci sono più di 70 voli settimanali a prezzi economici. Le nostre porte rimangono aperte anche in vista degli eventi dei prossimi mesi, come la maratona di Gerusalemme e la celebrazione natalizia a Nazareth”. Per rinsaldare ulteriormente i rapporti tra operatori italiani e israeliani è previsto un fam trip per agenti di viaggi.

La fiducia dei t.o.
Da parte dei tour operator italiani resta intatta la fiducia nei confronti di Israele, anche se c’è da vincere la diffidenza di chi non vuole prendere in considerazione l’idea di soggiornarvi. “Noi crediamo nella Terra Santa, la destinazione del pellegrinaggio per eccellenza - afferma Barbara Chiodi, direttore generale di Brevivet -. I nostri pellegrinaggi sono ripresi regolarmente nel mese di settembre e si protrarranno fino a Natale e Capodanno, per poi ricominciare a marzo con la nuova stagione”. Eliseo Rusconi, presidente di Rusconi Viaggi, ha esortato i media a mostrare Israele sotto una luce diversa rispetto alle cronache drammatiche che spesso e volentieri trovano maggiore risalto: “Per raggiungere un risultato positivo ci vogliono anni di tranquillità, ma bastano poche settimane di tensione per rovinare l’intero lavoro. La percezione del rischio di Israele che si ha dall’Italia è piuttosto alta, eppure nessun turista si è mai trovato coinvolto in attacchi terroristici. La stampa dovrebbe sensibilizzare la pace, facendo risaltare i molti casi positivi di integrazione tra israeliani e palestinesi di cui invece non si parla mai”.

Fabio Capovilla

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