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Vendite online alla prova Ue

16/06/2014 - numero Edizione 1448
La nuova direttiva mira a uniformare le regole negli stati membri
Dal 13 giugno sono in vigore nuove regole per le vendite online. La direttiva europea mira a uniformare le regole negli Stati per gli acquisti superiori ai 50 euro e tutelare i diritti dei consumatori “in modo da favorire gli acquisti con maggiori garanzie e sicurezze nelle procedure di acquisto”, spiegano le autorità.

I cambiamenti più significativi
Tra i cambiamenti significativi: per la restituzione della merce l'acquirente digitale ha a disposizione 14 giorni contro i 10 precedenti, più altri 14 a decorrere dal momento in cui ha comunicato la volontà di recedere dall’acquisto, per rispedire indietro i prodotti. Chi vende deve stornare l’importo in soli 14 giorni contro i 30. I costi di restituzione sono a carico del venditore, salvo non sia espressamente specificato in anticipo, prima dell’acquisto.

Le sanzioni per i merchant
Più aspre le sanzioni per il merchant: da 5mila euro ad un massimo di 5 milioni. Il prezzo unico: tasse supplementari e costi aggiuntivi devono essere specificati prima dell’ordine e non possono essere addebitati in nessun caso dopo. Indipendentemente dal sistema di pagamento utilizzato: nel caso di pagamenti con carte di credito viene stabilito un massimale e chi vende non può addebitare costi superiori a quelli sostenuti per l’offerta di tali sistemi di e-payment. Non possono più essere istituiti numeri telefonici a pagamento con tariffazione superiore a quella per le chiamate nazionali collegati ai servizi e-commerce offerti.

Numeri e fatturato
Negli ultimi due anni, in Italia, i consumatori che hanno fatto acquisti via web sono passati da 9 a 16 milioni. Il fatturato è di 14 miliardi, di cui circa la metà di servizi del turismo/viaggi. Purtroppo, le nostre imprese online vendono solo il 4% oltrefrontiera.

Le applicazioni per il turismo
Le nuove regole dell’e-commerce ufficializzano quanto il mondo dell’e-tourism aveva già in parte recepito con l’obbligo di pubblicare prezzi all inclusive, nel senso di inclusivi di tasse e supplementi. “Ma non tutti si erano ancora adeguati, ora il 13 giugno fissa la data in maniera definitiva – spiega il presidente di Netcomm, Roberto Liscia -. L’aspetto più importante delle nuove regole è che uniformano i procedimenti in tutta Europa”.

Il valore della trasparenza
Quanto al diritto di recesso, secondo l’esperto ci sarà da rivedere i dettagli sulla restituzione delle merci, quando queste viaggiano tra una nazione e l’altra, ma questo punto non riguarda il turismo né la biglietteria aerea. Quest’ultimo mantiene anche le sue specificità per i prodotti “package”, come regolamentati dalle direttive esistenti e anch’esse in via di revisione. “Tuttavia vale anche per il settore dei viaggi il forte richiamo alla trasparenza nell’esplicitazione delle condizioni di acquisto e delle tariffe, che le nuove regole istituiscono ufficialmente”. E’ questo il punto centrale: fiducia, trasparenza e sicurezza sono le ragioni della direttiva europea, “che mira a istituire un ambiente comune e che favorisca lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero”. Porterebbe come vantaggio la crescita del Pil, spingendo l’economia del Vecchio Continente.

Paola Baldacci

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