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Vince il classico

18/02/2013 - numero Edizione 1394
Cresce l’interesse per le zone meno conosciute del Paese, \r\nma sono ancora bassi i numeri per lo stopover
Un rinnovato interesse per la Cina. E’ il trend con cui si è confrontato il Paese a fine 2012, infatti, “dal 2008 in poi, anno dei Giochi Olimpici, non ha avuto una ripresa - si osserva da Columbia Turismo -. Il 2013 si è annunciato positivamente, ma le vicende economiche generali hanno influito sulle richieste”. Mistral Tour rileva un +12% rispetto al 2011, un trend che beneficia anche delle offerte dei vettori, “che in questi anni hanno aumentato di molto la capacità creando i presupposti per lanciare offerte e nuovi itinerari”, afferma Michele Serra.
La Cina è una delle destinazioni verso le quali il Tucano Viaggi Ricerca sta attualmente investendo molte risorse. Il t.o. parla di un andamento delle vendite “in forte crescita”. Il Paese rappresenta al momento il 10% del fatturato totale “e, vedendo l’andamento vendite, l’obiettivo per fine 2013 è l’aumento di circa 4/5 punti percentuali”.
Segnali positivi anche per Go Asia e Alpitour, così come per Hotelplan, sebbene sia un dato da contestualizzare perché non si tratta della prima meta per il t.o, che è comunque in crescita con numeri interessanti, afferma Barbara Paganoni, anche d’inverno quando è un po’ meno d’appeal. Sul fronte delle tendenze si avverte che la destinazione è divenuta via via più accessibile, si registra quindi “un netto aumento tra gli absolute beginner - rileva Utat - che tendono a visitare i must. Buona parte di questi primi visitatori si trasformano in repeater, che richiedono itinerari sempre piu originali e tematici”.
Come sta cambiando, quindi, la tipologia di vacanza in Cina? L’Osservatorio Guida Viaggi l’ha domandato ad un panel di adv e le risposte emerse rivelano una poca padronanza della materia da parte degli interpellati, visto che il 42% ha risposto non so. Non stupisce il fatto che il 31% abbia detto che resta costante la richiesta di itinerari classici, che si confermano la forma di vacanza più diffusa, soprattutto per chi vi si reca per la prima volta. Un dato che trova concordi anche i t.o. E’ ancora bassa (12%) la percentuale di adv che rileva un aumento di interesse per le zone meno conosciute.
E’ infatti un potenziale su cui vale la pena investire. Alpitour porta l’esempio del “fenomeno dello Yunnan e in generale del Sud della Cina”. Per Columbia, invece, si avverte poco questa tendenza per via dei costi, ma afferma però che è in crescita il turismo individuale o di piccoli gruppi omogenei. C’è interesse “per il turismo religioso e crescono le richieste per viaggi brevi, così come le aspettative sui servizi”, commenta.
Dalle risposte raccolte dall’Osservatorio emerge che è ancora bassa la richiesta di stopover, citata solo dal 6%, e ancora meno si registra un’impennata per Pechino e Shanghai (5%). Il versante dei t.o. mostra pareri discordanti in merito alle due voci, ma vede in alcuni casi una crescita sulle due città, anche se non sono ancora numeri considerevoli. “Abbiamo visto anche crescere in modo sensibile la richiesta di viaggi individuali dedicati a Pechino o Shanghai - afferma Michele Serra -, ma sopratutto la combinazione delle due”. A tal proposito Barbara Paganoni di Hotelplan osserva che Hong Kong è lo stopover per eccellenza, “Shanghai e Pechino potrebbero diventarlo, ma non ora”.

Stefania Vicini

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