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Obiettivo: meta a tutto tondo

18/02/2013 - numero Edizione 1394
Hong Kong non decolla ancora come destinazione a se stante, e si conferma porta verso l’Oriente, alimentando un turismo individuale
Il turismo ad Hong Kong gode di buona salute. A dirlo sono i numeri, visto che da gennaio a settembre 2012 sono stati registrati 35,4 milioni di turisti, in crescita del 16,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. Tra i dati sono in aumento i turisti che si sono fermati in città almeno per una notte, 17,4 milioni (+6,8%). Il primo mercato è la Cina, con 25,3 milioni di presenze ed un +24,2%. Crescono i flussi dall’Europa (+7,5%) e dai Paesi asiatici limitrofi (+12,5%). Il quesito che aleggia sempre su Hong Kong è se sia riuscita a decollare quale meta con una propria identità o se sia ancora percepita quale porta per l’Oriente.
La seconda ipotesi, a detta dei t.o, pare essere ancora quella più accreditata. Barbara Paganoni, tour operator manager di Hotelplan, opta infatti per questa versione, vedendola come “gateway per il resto dell’Oriente. A mio avviso - afferma - resta una meta interessante di stopover, ma è ancora una nicchia”. Vanta però una notevole capacità ricettiva così come ottimi collegamenti, paga un po’ lo scotto di non avere una rappresentanza in Italia, “che potrebbe aiutarla a farla diventare una destinazione a tutto tondo”, osserva Paganoni.
Fino a qualche anno fa era il paradiso dello shopping, adesso ha perso un po’ “nell’immaginario collettivo l’appetibilità dell’essere porto franco”, si osserva da Columbia Turismo, essendo stata affiancata da altre città, ma ha dalla sua quella che è considerata la più bella baia del mondo. C’è un aspetto che emerge se la si paragona alle grandi città cinesi: “Ha mantenuto molto lo stile british ed è più cara - osserva Laura Grassi di Chinasia -. Un viaggio a Pechino costa quasi la metà”. La manager avverte un interesse un po’ latente al momento verso la destinazione, che è stata invece molto visitata da chi un tempo andava in Oriente, facendo Bangkok, Hong Kong e Bali, “ma resta comunque da visitare perchè ha tutte le carte in regola”.

Base di partenza
Come modalità di vendita adottata da sempre, ben si inserisce in un circuito che comprende altre mete. “E’ un’ottima base di partenza per visitare mete tanto in Asia quanto in Australia, così come nel resto della Repubblica Popolare”, si osserva da Go Asia. Cosa chiedono i nostri connazionali? L’obiettivo principale per ora, afferma Michele Serra, titolare di Mistral Tour, “è una visita guidata di mezza giornata alla baia di Repulse, il porto e il Peak Victoria e poi tempo libero per lo shopping”.
Concorda in tal senso Bruno Sgobba, pm India, Cina, Giappone per la divisione Premium di Alpitour, la mezza giornata di escursione “soddisfa pienamente le esigenze” dei turisti. Dal canto suo il manager avverte ancora un interesse piuttosto basso dal mercato italiano. Tra gli aspetti messi in luce vi è che “oggi il turismo verso Hong Kong è sempre più fatto di viaggiatori individuali”, rileva Columbia Turismo, il che di solito porta a richiedere “i servizi essenziali, quali albergo, trasferimento e magari una visita introduttiva per prendere confidenza”, si aggiunge da Go Asia. Le potenzialità della meta? Secondo Utat potrebbe essere il “segmento incentive, quando l’economia riprenderà a girare la meta è ideale per essere utilizzata anche piu volte dalla stessa azienda”.

Stefania Vicini

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