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18/02/2013 - numero Edizione 1394
Le ancillary fee delle compagnie aeree sono in costante aumento e fanno lievitare il prezzo base del biglietto. E’ un dato di fatto. Ora, però, la domanda da porsi non è tanto “Chi non fa pagare le ancillary?, quanto “Chi fa pagare meno ancillary?”. Le forme adottate per le surcharge sono le più disparate: extrabagaglio, early boarding, pre-assegnazione posti, uso del wi-fi, intrattenimento di bordo, modifica alle prenotazioni, acquisto di bottiglie d’acqua… In tempi più recenti la prassi è quella di usare il “cappello” dell’innovazione.
Qualche esempio? Lo scorso anno American Airlines ha introdotto la consegna bagaglio entro 4 ore dall’arrivo al luogo di destinazione del viaggiatore (il costo varia da 30 a 50 dollari a seconda del numero dei bagagli). A 4 mesi dall’annuncio, United Airlines ha replicato. Us Airways ha introdotto un’opzione “premium” per il pasto in economy sui voli internazionali (costo di 20 dollari). Jet Airways ha annunciato una fee di un dollaro per stampare biglietti aerei nei loro counter in aeroporto.
Secondo lo studio condotto da Amadeus e IdeaWorksCompany, le compagnie aeree nel 2012 hanno incassato 36 miliardi di dollari (+11% sul 2011) in fee. E TravelNerd, una start up parte del Gruppo NerdWallet, ha analizzato le ancillary dei vettori scoprendo che le compagnie americane hanno introdotto oltre 50 diverse fee a partire da gennaio 2012. Sembra di poter dire che la creatività non si fermi qui e si attendono prossime evoluzioni.

*Travopia è un sito indiano che si occupa di travel technology, di cui Guida Viaggi è partner in esclusiva per il mercato italiano

Laura Dominici

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