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Più fiducia alle agenzie

28/01/2013 - numero Edizione 1391
L’incognita del mercato francese e il destino di Kuoni Italia dettato da Zurigo. In Europa Tui e Thomas Cook affrontano sfide diverse ma l’imperativo è tagliare i costi
Trapela ottimismo dalle prime previsioni per il 2013 nel turismo britannico. Lo dice l'Abta, che segnala anche una ritrovata fiducia dei consumatori nei confronti delle agenzie. Innanzitutto, i britannici non taglieranno del tutto la propria vacanza, piuttosto cercheranno sempre più il value for money. Per il 59% degli intervistati il basso costo è infatti essenziale, naturalmente il mid-market continuerà a risentire della pressione, invece le previsioni sono rosee per luxury, all inclusive e tailor made.
Buone notizie per l’Italia: con l’incertezza economica, le famiglie soprattutto tenderanno a privilegiare le mete fidate e testate. Tra queste, Francia, Grecia, Spagna, Usa e il nostro Paese. Ma saranno contenti anche gli adv: cresce l'acquisto in agenzia su strada. L'anno scorso è stato prenotato così il 27% dei viaggi long haul, contro il 25% del 2011. Anche in Germania le agenzie di viaggi mettono a segno buoni risultati, anche se tra nuove aperture e chiusure il saldo è negativo, con una riduzione del 2,5%: ciò nonostante, secondo Gfk, a fine 2012 c'è stato un +8,2% delle vendite, con forti transazioni per dicembre e marzo (anche se nei mesi fino ad aprile prossimo si avverte un rallentamento). In generale, il Nord Africa sembra essere tornato in auge, insieme al Mediterraneo, eccezion fatta per la tormentata Grecia, alla quale però il trade ha deciso di rinnovare fiducia con ampliamenti della capacità per l’estate. Primeggia sempre la Spagna, che da sola totalizza 8 milioni di arrivi, l'Italia rimane stabile al terzo posto (prima c'è la Turchia) con 2,1 milioni, ma questo dato si riferisce ai soli arrivi per via aerea.

Campo ai big
Come al solito, i tour operator tedeschi chiudono un altro anno buono, con le revenue su del 7,5% a quota 19,3 mld di euro. Più contenuta la crescita dei passeggeri, il che dimostra come il risultato sia merito soprattutto di prezzi più alti, perché si è venduto di più il lungo raggio (e prodotti di maggior valore), ma anche perché sono saliti i costi di voli e hotel. Ottimismo più contenuto nel 2013: si stimano revenue in ulteriore aumento del 5% (+4% per i clienti, si riduce dunque la forbice). E ritornano protagonisti i big. Non che fossero mai usciti di scena, ma dopo anni di forte evoluzione delle piccole e medie aziende, si vede la riconquista di market share da parte dei soliti noti, Fti, Thomas Cook, Rewe e naturalmente Tui.

Questione russa
Ma Tui e Thomas Cook sono due aziende europee, ed a quel livello stanno in realtà vivendo due situazioni molto differenti. Tui Travel ha chiuso l’esercizio con risultato positivo per 169 mln di euro, +57%. Anche se il fatturato è sceso del 2%. Tra i fattori di slancio c’è la ripresa del mercato britannico, ma anche l’espansione internazionale e la lungimirante svolta online (che attualmente conta per il 33% delle vendite). Ma bisognerà vedere se e come l’ipotesi di fusione con Tui Ag (la tedesca che ne controlla il 56%), pensata per tagliare i costi, andrà in porto. Dal canto suo, Thomas Cook ha chiuso con un peggioramento del 14% delle perdite scivolate a 730 mln di euro. Crisi alla quale il gruppo ha deciso di far fronte con il piano di ristrutturazione e maggior accento su diversificazione e web.
Una cosa però hanno in comune i due big: oltre al Regno Unito in ripresa, entrambi accusano perdite e tagliano capacità in Francia e Russia. Che sia un trend? Se nel caso della Francia la difficoltà potrebbe essere legata alla crisi economica generale, fa riflettere la Russia, terra promessa del turismo (incoming soprattutto): probabilmente per sfondare si affrontano forti costi operativi, e serve il partner locale.

Globalia-Orizonia, il maxi-polo
La Russia è coinvolta anche dal piano di tagli che a metà dicembre il gruppo Kuoni ha iniziato a mettere in atto ai business in perdita in Europa, e nel corso di quest’anno sapremo quale sarà il destino dell’attività in Italia. Intanto, sono già state cedute le business unit in Olanda, Spagna e Russia. Ed è stata avviata la procedura che porterà alla chiusura delle attività di Kuoni in Belgio.
In Italia, per ora è stato introdotto l’orario ridotto ma l’uscita dal mercato resta confermata per il 2013, solo sono ancora sotto esame “tutte le opzioni di ritiro”. In Spagna le prossime settimane dovrebbero porre la parola fine all’affare Globalia-Orizonia, con il verdetto dell’Antitrust che dovrebbe approvare l’operazione con la quale il gruppo di Juan Josè Hidalgo rileverà il 100% del concorrente. Ma visto che solo pochi giorni prima dell’intesa la società era data praticamente in mano a Barcelò, è lecito attendersi nuovi colpi di scena. Insieme il nuovo maxi-polo controllerà il 16% delle agenzie di viaggi e ben il 40% del market share tour operator. Ed infatti è questa seconda cifra quella sotto esame delle autorità della concorrenza.

Mariangela Traficante

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