EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > RUBRICHE - Interviste

Ivana Jelinic guarda al futuro

Giovane, grintosa e tenace la presidente Fiavet racconta a Guida Viaggi come è arrivata al vertice dell'associazione e come ogni giorno debba lavorare duro per farsi valere come donna - di Annarosa Toso

E' nata in Croazia 35 anni fa. Sposata, una figlia di 12 anni è venuta in Italia a 6 anni e ha seguito tutto il percorso scolastico in Umbria dove si è stabilita la sua famiglia. Dopo il diploma, anziché proseguire con gli studi, ha deciso di sposarsi a soli vent'anni. La prima carica istituzionale a 25 anni come vice presidente della Fiavet Umbria. Il prossimo maggio saranno due anni che Ivana Jelinic è presidente di Fiavet Nazionale. Viaggiare e conoscere persone sono tra i suoi più grandi desideri, ma cresce sempre di più l'interesse per la politica.

La passione per i viaggi

“I miei genitori ancora non se ne sono fatti una ragione dell'interruzione degli studi, ma allora consideravo il matrimonio un punto di arrivo e avevo voglia di intraprendere il lavoro che mi piaceva e rendermi indipendente. Ho aperto la mia agenzia di viaggi, tuttora operativa, in Umbria a Tavernello, un paesino sul lago Trasimeno vicino Perugia. Ho fatto molto turismo comune oltre all'attività di incoming che ho sempre incoraggiato. Mi è sempre piaciuto accompagnare i gruppi - molti itinerari riguardavano i luoghi religiosi - e partecipare attivamente al mio lavoro”.

La carriera nell'associazione

Ivana Jelinic ci racconta che, all'inizio della sua attività di agente di viaggio, se qualcuno le avesse detto che avrebbe fatto un brillante percorso nell'ambito dell'associazionismo, si sarebbe messa a ridere. “Quello che per me era importante era stare insieme alle persone e vivere quei momenti con passione, ma anche con leggerezza. In Umbria è nato il mio primo progetto di incoming che venne fatto su base regionale. Mettemmo insieme un gruppo di agenzie che volevano in qualche modo superare il concetto della “nano dimensione”. Questo fatto di lavorare in team con colleghi che provenivano da altre esperienze realtà e settori diversi fu una fonte di grande stimolo. Sono una che ama confrontarsi, prendere spunti e che ama in qualche maniera le contaminazioni. Devo dire che in Umbria ho trovato un terreno fertile che mi ha dato una gran voglia di fare, la spinta per guardare oltre. In questo ruolo ha giocato un ruolo importante anche Confcommercio che è stata sempre la casa madre per il mondo di Fiavet, in Umbria in particolare. Tutto poi è venuto per caso, come spesso capita”.

Poche donne ai vertici

Chiediamo: due sole donne ai vertici della Fiavet in sessant'anni è veramente troppo poco? “Su questo argomento ci sarebbe tanto da dire. Mi sono posta questo quesito e la risposta che mi sono data è che guardandomi intorno le figure delle donne che potrebbero impegnarsi sono poche e non perché non ci siano le potenzialità, ma perché dedicarsi sia all'associazione che a qualsiasi carica istituzionale significa trascurare il proprio lavoro e la famiglia. Stimo molto come donna Lorenza Bonaccorsi, nuovo sottosegretario al Mibact, che mette nel suo lavoro passione e professionalità. Quest'anno abbiamo deciso di finanziare una pubblicazione dedicata alle donne perché sento molto questo tema, piuttosto inflazionato nell'immaginario collettivo a partire dalle quote rose e all'immagine della donna quasi animale protetto. Abbiamo ancora tanta strada da percorrere per un'emancipazione piena e consapevole. Io mi sono accorta di aver tante donne che fanno il tifo per me e questo mi rallegra”.

"Signorina, ho un appuntamento con il presidente della Fiavet"

“E' capitato più volte all'inizio del mio mandato, che le persone che stavo per incontrare, evidentemente non aggiornate, mi guardassero con aria di meraviglia e di perplessità chiedendo specificamente che dovevano incontrare il presidente. Ma poi se ne andavano soddisfatti del colloquio avuto con me durante l'incontro”.

Il lavoro quotidiano

Ivana Jelinic ha le giornate molto piene. Passa a Roma mediamente due o tre giorni a settimana nella sede di Fiavet all'interno di Confcommercio, scandendo i diversi impegni. “Ho incontri costanti, anche a livello politico, ma manca un ministero che si occupi a tutto tondo del turismo. Non che abbiano fatto male Franceschini e Centinaio prima e adesso ancora Franceschini, ma non si è mai data l'importanza giusta a questo settore fondamentale per l'economia italiana. Tutti parlano del peso che ha per l'Italia il settore, ma poi sono più le chiacchiere che le cose concrete in atto per dare una reale spinta al turismo. Partecipo spesso a trasmissioni televisive nazionali per sensibilizzare il ruolo delle agenzie di viaggio, per rassicurare l'utenza che andando in agenzia si hanno sicurezze e garanzie maggiori del viaggio fai da te. E che gli agenti di viaggio non hanno interesse a truffare il cliente, ma con la loro professionalità ed esperienza non possono che consigliare al meglio chi varca la soglia dell'agenzia”.

Il contratto nazionale degli agenti di viaggio “una spilletta sulla mia giacca”

“L'esperienza di Fiavet è veramente qualcosa di impegnativo. Un'esperienza ricca e formativa che ho considerato costante e intensa e non marginale. Mi sono trovata a confrontarmi su temi che normalmente vengono affrontati dagli imprenditori come il contratto collettivo nazionale della categoria che è stata la cosa più importante realizzata in questo anno e mezzo di presidenza. Lasciare il proprio nome, la propria firma sul contratto delle agenzie di viaggio italiane è stato un lavoro enorme, ma di grande soddisfazione. Mi sono dovuta confrontare con la realtà sindacale, con il mondo normativo, tutte cose che erano distanti dal mio background e da quello che era il mio lavoro. In realtà è stato un grande arricchimento che mi ha permesso di conoscere aspetti del nostro mondo diretti e indiretti. Un'attesa che durava da 9 anni. Aver dato qualcosa di così importante al nostro settore è stata una soddisfazione, ma anche una grande fatica. Una enorme fatica, la fatica di Ivana, Si, questa è una spilletta che mi attacco volentieri sulla giacca. Il 24 luglio dello scorso anno è stato edito”.

Uno sguardo al futuro

“Auspico che dopo la mia esperienza di presidente si apra un mondo nuovo. Devo dire la verità, da un lato mi affascina molto il mondo della politica che mi piace, mi intriga e che seguo da sempre. Ma un'altra cosa che sento vicino alle mie corde è il mondo del privato. Io, malgrado gli impegni, ho mantenuto la mia agenzia, rimanendo in contatto con la realtà. E' chiaro che il mondo dei viaggi è da sempre la mia passione e comunque vada e qualunque cosa succeda, non lascerò mai l'industria del turismo. Ma vorrei anche cimentarmi in esperienze nuove e diverse nell'ambito del business perché credo di avere anche l'età giusta e la maturità per fare cose più interessanti e di calibro diverso. Non ho paura delle sfide. Se faccio bene in qualche modo, saranno gli altri a doverlo stabilire. Io faccio in modo di mettere nelle cose che faccio tutta me stessa, tutta la mia anima e la forza di cui sono capace. E ripeto vedo nel futuro tante sfide e tanto desiderio di fare cose diverse. Sempre nel mio mondo, ma di cimentarmi in altri ruoli e crescere”.

Annarosa Toso

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us