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Luca Caraffini, destinato a lavorare nel turismo

Il suo primo viaggio quando aveva tre mesi sul DC-6, aeromobile a elica e il primo viaggio da solo a tre anni e mezzo sul Caravelle affidato a una hostess. A tre giorni dalla maturità l'assunzione in agenzia. Una passione per il lavoro che lo porta ad ammalarsi solo di sabato e domenica - di  Annarosa Toso

“Il mio primo volo a tre mesi in braccio ai miei genitori sul DC-6, un aereo a elica che non aveva autonomia per arrivare direttamente a Casablanca e faceva scalo a Marsiglia. Il mio primo viaggio da solo, a tre anni e mezzo su un Caravelle, affidato a una hostess come bambino non accompagnato. Avevo paura, anche se la hostess mi stava vicino e mi rassicurava. E da lì, tutta la mia vita è stata all'insegna del volo, del viaggio, delle esperienze. Non avrei mai potuto fare nessun altro lavoro anche se da giovane come obiettivo avevo in mente tre percorsi: lavorare in agenzia, fatto; lavorare in un tour operator, fatto; lavorare in una compagnia aerea. Questa esperienza mi è mancata, e vista la situazione delle compagnie aeree nazionali, non posso che esserne contento”.

A parlare è Luca Caraffini, amministratore delegato di Geo Travel Network, 50 anni appena compiuti, sposato con 3 figli, ci racconta come è nata la passione per il suo lavoro. “Già a 16 anni facevo praticantato in agenzia di viaggio e preso il diploma di maturità il venerdì, il lunedì successivo ero a lavorare in agenzia a Mantova a seguire i gruppi. E' stato il primo posto e la mia prima assunzione. Il trampolino di lancio per le successive esperienze”.

Luca Caraffini dall'agenzia passa a Settemari dove diventa capo area per fondare successivamente nel 2005 Bravonet insieme a imprenditori dell'area, per poi approdare a Geo nel 2011 con ingresso nell'azionariato di Costa/Alpitour. “Da allora guido per loro conto questa macchina di cui sono ancora socio – rimarca il manager –, ma vorrei sottolineare che resto anche amministratore unico di una agenzia di viaggi con 11 punti vendita. Questo mi ha permesso di non dimenticare i problemi, le esigenze, le difficoltà delle agenzie, pur ricoprendo altri ruoli. Provengo dal mondo agenziale e conosco le richieste degli agenti di viaggio”.

Caraffini ha dichiarato tra il serio e il faceto che gli piacerebbe andare in pensione. “Quando nella tua vita hai fatto esperienze lunghe e impegnative e sei logorato ti verrebbe voglia di prendere fiato, di mollare. Questo mi capita di solito il venerdì, a chiusura di una settimana piena. Certo, se fossi io al governo proporrei quota 95 e non quota cento. Dipende dall'intensità con cui hai lavorato durante la vita e da quello che sei ancora in grado di dare. Il mio resta comunque un lavoro che mi piace tanto e che mi dà tante soddisfazioni, ma che mi porta, a volte, a un livello di stress e di stanchezza incredibili, per troppi impegni. Non ho mai avuto una segretaria, voglio stare in prima linea su tutte le questioni, coordino il lavoro e ammetto che in certi momenti il peso sulle spalle è tanto e la stanchezza mi spingerebbe a ripensare alle priorità. Ma il lunedì, normalmente mi passa. E una curiosità: io mi ammalo solo di sabato e domenica e il lunedì sto meglio, sono pronto e nuovamente in pista. Cosa che fa arrabbiare mia moglie, che mi accusa di strategia per non portarla mai fuori casa nel fine settimana”.

Caraffini non si nasconde alla domanda sulla politica. “Tutti conoscono la mia passione e ho la mia visione della politica. La mia prima tessera della Lega l'ho avuta a 18 anni. Sono stato consigliere comunale e a 23 anni ero consigliere provinciale di maggioranza di Mantova con delega alle tematiche turistiche. Perché questa grande passione? Credo nella democrazia che significa potere al popolo e credo che per questo motivo tutti dovrebbero fare politica attivamente, impegnarsi qualsiasi sia la tendenza politica. Io faccio volontariato da anni. Per quindici serate all'anno, lavoro a una sagra paesana della parrocchia dove riusciamo a ricavare molti soldi per fare beneficenza. Non mi vergogno di questo e sono felice di stare con i miei concittadini. Per le mie idee politiche che tutti conoscono, non sono mai stato penalizzato e non ho mai avuto dei limiti, nemmeno con le persone del mio staff anche se alcuni la pensano diversamente. E rimango della convinzione che tutti dovrebbero essere impegnati in politica”.

Dei tre figli di Luca Caraffini, il più grande che sta studiando ragioneria turistica è il primo predestinato a seguire le orme del padre. “Anche a lui piace viaggiare. Ha sempre la valigia pronta e ha la passione per le lingue straniere. Sta facendo un percorso simile al mio. Prevedo per lui un avvenire nel turismo. Ma non ditelo a mia moglie”.

Annarosa Toso

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