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Alitalia, una rimonta all’italiana

Fabio Lazzerini, le scelte che hanno portato a un risultato senza precedenti in 8 mesi di gestione straordinaria della compagnia

di Letizia Strambi

Il gotha dell’industria mondiale del tour operating ha osservato la conferenza show dell’azienda in amministrazione straordinaria passata da un -65% di giugno 2017 a picchi del +10% a marzo 2018. Era un messaggio chiaro di un’Alitalia che guarda al futuro invece che all’eutanasia. Intatti i 900 milioni del prestito ponte. Un taglio netto ai manager e una revisione capillare dei costi, un’attaccarsi “a ogni singola prenotazione” di Fabio Lazzerini, direttore commerciale, che tutte le mattine riceve la telefonata del commissario Luigi Gubitosi, il quale gli chiede “come va?”. Lazzerini, replica a numeri, tutti con il “+” davanti. 

Il direttore commerciale, fan di Bruce Springsteen, ammetta che è nato per correre, come il “Boss”. Poco importa che Di Maio e Salvini abbiano vinto le elezioni, e siano entrambi favorevoli alla nazionalizzazione della compagnia, anche se ancora non hanno formato un Governo. Qualunque sia la savana in cui si ritroverà, Fabio Lazzerini è pronto a correre.

Gv: Cosa racconta a Gubitosi nella telefonata del mattino, e Gubitosi cosa le promette per il futuro di Alitalia?
"Non ci sono grandi segreti. Il modo in cui siamo riusciti a crescere nelle prenotazioni è dovuto a diversi aspetti. Un po’ lo dobbiamo sicuramente alla nuova governance, poi allo stare attenti a tutti processi, al fare delle review costanti sul business. Molti pensano che le vendite si limitino al rapporto con i clienti, invece c’è molto controllo, analisi dei dati fino alla nausea".

Gv: Lei non può parlare del futuro della compagnia vero?
"Assolutamente no. Non si sa quale sarà il processo per identificare uno o più partner Alitalia. Comunque vada, quando si  entra in una fase di negoziazione con un partner, più entri forte meglio è. E’ meglio per il Governo, è meglio per Alitalia, è meglio per le persone che ci lavorano. Un conto è entrare con le prenotazioni al -65%, un conto è adesso. La cassa è ancora intatta, come dicono i commissari, il revenue sta crescendo, i passeggeri stanno crescendo, cresce la customer satisfaction, la puntualità ci vede al primo posto nel mondo. Tutti gli indicatori sono positivi. L’asset che ci ha guidato e ci guiderà è semplice: abbiamo detto 'signori: questo è business, as usual'”.

Gv:Sì, ma ci sarà una sua personale impronta in questa pianificazione…
"Sicuramente, amo semplificare l’organizzazione, quindi abbiamo guardato al mercato creando dei sistemi di previsione e controllo che ci permettano di non perdere la rotta, motivando molto le persone. Ci sono un sacco di professionalità in Alitalia che erano finite nel dimenticatoio cui abbiamo dato un obiettivo ben chiaro, un minimo di visione del futuro, ma soprattutto gli abbiamo detto cosa vogliamo essere per il mercato".

Gv: Anche rifare le divise avrà significato accontentare molti dipendenti, e restituire un’immagine di stile italiano al mondo… 
"E’ stata una decisione dei commissari che volevano dare un segno di svolta, e lo hanno dato. Le divise precedenti (ancora indossate) non sono molto amate dal nostro personale. La divisa deve essere un prodotto che rappresenti il nostro essere italiani. Ci siamo rivolti ad Alberta Ferretti, sicuri che avrebbe capito i nostri parametri di eleganza e stile. E così è stato".

Gv: E a questo va aggiunta la rinascita della “Magnifica”, anche quella una strategia nuova, promossa anche con un nuovo visual in advertising. Perché?
"La Magnifica era un brand che viveva per suo conto. Era stata annullata per riportarla a “Business Class” come in tutte le compagnie del mondo. Questa scelta è stata percepita come una perdita di identità, perché per noi “Magnifica” è un modo di interpretare l’accoglienza. C’è il caffè Lavazza, i vini Ferrari, i menù territoriali: togliere quel nome è stato, probabilmente, un errore. Non è un ripristino di facciata: stiamo molto attenti al prodotto, al design del servizio".

Gv: Cosa si aspetta come “guarda al domani”?
"Continueremo controllare le vendite e i servizi. Guardi (mostra lo smartphone n.d.r): il costumer survey lo abbiamo in questo esatto momento, controlliamo l’opinione dei clienti in tempo reale in base all’ultimo questionario inserito. I dati ci aiutano a capire dove si può migliorare, un lavoro un po’ certosino, ma alla fine premia. Questo è il livello di analisi della costumer satisfaction in Alitalia. Questo è il nostro pane quotidiano.
Certo, non basta un colpo di timone, perché un conto è una barca a vela di 10 metri e un conto è un’azienda di 12.000 persone, però si inizia cambiando rotta. Questa azienda sta dimostrando che con degli input seri e giuste motivazioni reagisce".

Gv: Ha festeggiato dopo le elezioni?
"No la politica con noi…".

Gv: Non c’entra niente?
"(Ride) non c’entra più".

 

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