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TH Resorts ora è pronto all'espansione

"L'obiettivo è coprire l'intero territorio nazionale prima di andare all'estero", annuncia il vicepresidente Palmucci

Con due operazioni annunciate nelle ultime settimane, continua l'espansione di TH Resorts, il gruppo alberghiero padovano di cui è azionista dall'agosto scorso la Cassa Depositi e Prestiti; si tratta dell'acquisizione della gestione del Golf Hotel Campiglio, a Madonna di Campiglio (struttura da 109 camere), e del Courmayeur Des Alpes (140 camere).

Giorgio Palmucci, amministratore delegato dal 2009 fino all'arrivo di Cdp, oggi è vicepresidente con delega allo sviluppo e ai  mercati internazionali. La guida operativa è stata affidata a Gaetano Casertano, espresso dal nuovo azionista. A Palmucci si deve la rivoluzione che ha interessato l'azienda nel 2010-2011, con la creazione di una struttura commerciale rivolta ai clienti e non più ai soli tour operator; e a lui si devono gli attuali risultati del gruppo, fondato nel 1976, che oggi è una delle principali catene alberghiere nel settore vacanza, sia mare che montagna. Palmucci è anche presidente di Confindustria Alberghi.

Gv: Gli chiediamo: com'è cambiato il gruppo in questi anni?

“Abbiamo creato una struttura commerciale rivolta alla clientela finale, al servizio della quale abbiamo istituito un call center; prima la nostra ditribuzione era affidata solo ai tour operator. Poi siamo andati a promuoverci sui mercati internazionali: in passato la clientela italiana rappresentava il 95%, oggi è al 70% d'estate, e la percentuale complessiva di stranieri, nell'anno, è del 40%”.

Gv: Com'è strutturata la vostra offerta?

“Fino alle ultime due operazioni, avevamo quattro alberghi in montagna (Gressoney, La Thuile, Corvara, San Martino di Castrozza), più sette al mare, due in Toscana, tre in Calabria, uno in Basilicata e uno in Sicilia. In più gestiamo per conto del Touring Club, con il loro marchio, i villaggi alla Maddalena, a Marina di Camerota e alle Tremiti”.

Gv: Avete in previsione ulteriori mosse espansive?

“Sì. Ci manca la presenza in Puglia, in Sicilia abbiamo un albergo soltanto, in Sardegna arriviamo solo ora... Il nostro obbiettivo è di coprire il territorio nazionale, prima di andare all'estero”.

Gv: In questo senso il nuovo socio Cdp dovrebbe essere un buon supporto per investimenti.

“La Cassa è entrata nell'agosto scorso in TH con il 46% del capitale; un altro 46% è rimasto ai soci storici Il rimanente 8% è nel portafogli del fondo Isa, Istituto di sviluppo Atesino. La Cdp ha versato in conto aumento di capitale 20 milioni, valorizzando il gruppo circa 43 milioni. L'ingresso di Cdp ha anche comportato il mio cambio di ruolo da ad a vicepresidente, mentre il nuovo ad è Gaetano Casertano, indicato dai nuovi soci, con il quale c'è ottimo affiatamento”.

Gv: Il modello di business di TH è quello di gestire, non di possedere gli immobili.

“Infatti le quote di minoranza che avevamo in due alberghi in Basilicata e in Calabria le abbiamo vendute alla stessa Cassa per 15 milioni”.

Gv: Quali sono i vostri obbiettivi?

“Crescere nei segmenti mare montagna e città d'arte: quest'ultimo per noi è nuovo. Stiamo già lavorando per sbarcare a Roma, a Firenze e a Venezia. Abbiamo appena acquisito il Golf Hotel Campiglio dal gruppo Ata, che dall'inverno prenderà il marchio TH; a Courmayeur il Des Alpes è in costruzione. I prossimi andranno a completare l'arco alpino”.

Gv: E per quanto riguarda il mare?

“Abbiamo già firmato per una struttura in Sardegna, a Sud di Olbia. Vogliamo essere presenti in Puglia e rafforzarci in Sicilia, dove abbiao una struttura dal 2016, con altri due alberghi”.

Gv: Perchè l'ingresso di Cdp?

“Due anni fa la Cassa, che rappresenta il risparmio postale e che ha precisi vincoli d'investimento, ha elaborato uno studio molto approfondito e ha dedotto che il turismo è strategico per l'economia del nostro Paese. Così ha creato due fondi. Il Fondo investimenti turismo, Fit, che è stato dotato di una prima tranche di 100 milioni, con l'obbiettivo di raggiungere il miliardo. Questo ha comprato gli immobili di tre villaggi Valtur per 43 milioni, a Marileva, a Pila e a Ostuni, e vuole essere presente nelle città cedendo le strutture in affitto a lungo termine, con occhio non speculativo”.

Gv: E l'altro fondo?

“Si chiama Fiv, fondo investimenti e valorizzazione. La Cdp ha un patrimonio immobiliare importante e il fondo servirà a valorizzarlo. Il primo esempio è l'ospedale Al Mare del Lido di Venezia, affacciato al mare, oggi dismesso e di proprietà della Cdp. Entro il 2020 dovrebbe diventare un doppio resort un TH a 4 stelle da 300 camere e un Club Med da 350 camere a 5 stelle. Una struttura che si presta anche alla cultura del villaggio”.

Gv: Cosa diceva di così importante lo studio sul turismo di Cdp?

“Metteva a fuoco che in Italia ci sono 34mila alberghi, ma che solo il 4% sono di catena; in termini di camere il peso di questi sale al 12%, perchè la dimensione media è 24 camere. In Italia esistono 22 classificazioni alberghiere, diverse da regione a regione, basate su parametri differenti. E i ristoranti degli alberghi evono avere due licenze: quella per gli ospiti e quella per i non ospiti dell'albergo. Bastano queste piccole cose per capire di quanto ammodernamento necessiti il settore, burocratizzato e dominato da strutture piccole e familiari. Da presidente di Confindustria Alberghi ho sempre ribadito la necessità di rilanciare il settore dell'ospitalità, che è troppo frastagliato per fare delle azioni d'insieme. Mi sconcertava, fino a qualche anno fa, vedere al forum alberghiero più importante del mondo, a Berlino (l'Internazional hotel investment forum), l'assenza totale dell'Italia. Quattro anni fa, nell'ambito di Confindustria, ho creato il marchio virtuale Italia Hospitality, con il quale ho portato finalmente al forum gli operatori, il Demanio, la Cdp, le Ferrovie dello Stato...”

Gv: Di Airbnb che cosa dice?

“Non versa la tassa di soggiorno, non ha certificazioni né controlli di sicurezza, non paga le tasse”.

Gv: Come chiude quest'anno il bilancio di TH Resorts?

“Il fatturato sale del 5-6% a 50 milioni con 11 strutture. In cinque anni vogliamo raddoppiare, 100 milioni con 20 strutture. Il risultato è in pareggio. In questi anni abbiamo dovuto finanziare la ristrutturazione e il rilancio, una vera start up”.

Gv: E l'occupazione?

“Oggi abbiamo 1500 dipendenti, compresi gli stagionali, e ci vantiamo di non aver mai licenziato nessuno, nemmeno nei momenti difficoltà”.

Gv: Il gruppo è sempre stato animato da forti valori etici.

“Sì, i fondatori sono delle persone straordinarie. Hanno affidato le loro quote a un trust irreversibile, con l'impegno che gli utili devono essere reinvestiti o distribuiti in beneficienza ”. p.s.

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