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Blockchain: così Tui la utilizza

Il  Gruppo anglo tedesco sperimenta la nuova tecnologia per competere nell’era digitale

“Siamo un’azienda strutturata verticalmente e abbiamo molti punti di contatto con i clienti (offline-online, ndr), con l’avvento di internet e delle ota abbiamo ripensato la struttura, riuscendo a preservare 20 milioni di viaggiatori per 18 miliardi di fatturato e scegliendo sei aree di sviluppo: il brand, l’It, il trasporto aereo, gli hotel, le crociere e i servizi locali (land services, ndr)”, così il ceo del Gruppo Tui, Friedrich Joussen, a Bto spiega come il primo operatore turistico leisure al mondo sta preparandosi ad affrontare ancora una trasformazione, quella del digitale e delle generazioni di consumatori native sugli strumenti mobile.

In carica dal 2013, afferma che l’azienda ha “triplicato i risultati negli ultimi anni e il valore della società è di sei volte superiore rispetto a quando ho iniziato”. Come ha fatto? Ha puntato molto sulla tecnologia, più recentemente applicando quella della blockchain – nata per l’ambito finanziario e la moneta virtuale dei bitcoin – alla gestione dell’inventory. “All’inizio avevamo paura di internet, ma l’integrazione verticale, che ci appartiene, e tanti punti di contatto (touch points, ndr) con i clienti in diversi Paesi (100 destinazioni), in più oggi la tecnologia blockchain ci hanno fornito le risposte e non siamo preoccupati di essere competitivi, siamo in corsa anche noi”, afferma.

Nel suo intervento, Joussen non cita mai esplicitamente le dotcom b2c dei viaggi, ma ne fa esplicito riferimento e lo deduciamo quando dice: “Utilizzare la blockchain per i nostri magazzini (inventory: camere, posti volo, servizi land) ci permette di essere aggressivi, diventa una sorta di b2c – spiega entrando nei dettagli -. Tutti con la blockchain possono conoscere tutto, è una struttura aperta, come internet; scompaiono gli elementi monopolistici delle piattaforme tecnologiche che abbiamo usato finora e che sono minacciate da questa innovazione; inoltre è sicura, l’architettura di dati è nel cloud”.

Il numero uno di Tui traccia “un futuro affascinante” per i gruppi turistici integrati che vorranno sperimentare la trasformazione in questo senso e fa notare che è stato necessario avvalersi di competenze e di una nuova organizzazione. “Cinque anni fa non avremmo pensato fosse possibile avere un’azienda tradizionale un po’ in Germania e un po’ nel Regno Unito – argomenta -: sulle funzioni centrali di It, marketing e Crm abbiamo costruito posizioni aggiuntive. Le nuove persone sono matematici, fisici, esperti di cloud computing che hanno affiancato i ruoli tradizionali”.

La tecnologia blockchain è all’inizio della sperimentazione per Tui, il cui manager ammette di non sapere ancora se utilizzarla solo per efficientare il sistema gestionale oppure per renderla a tutti gli effetti disponibile a tutti. Per come nasce, infatti, è un database distribuito che sfrutta la tecnologia peer-to-peer e chiunque può prelevarlo dal web. “La cambiamo ogni tre mesi”, dice Joussen, dimostrando che è un'evoluzione ancora tutta da scoprire. E ricorda che “i gds sono nati come organizzatori degli inventari delle compagnie aeree, poi sono passati all’intermediazione, oggi tutti servono ogni compagnia aerea". Perciò, il futuro è certamente in gran parte da disegnare.

Per il momento, i magazzini di prodotto in Germania e nel Regno Unito sono aggregati su una piattaforma comune, ogni mercato prenota l’inventory e le stagionalità vengono gestite in maniera dinamica. “Dobbiamo guardare alla redditività come parametro di scelta, in ogni business, sia aereo, alberghiero, crocieristico, questo è ovvio – spiega – e in ogni Paese dove operiamo. La blockchain non ha costi, stiamo aprendola a nuovi mercati e sta funzionando. La nostra agenzia in Cina è collegata al database delle disponibilità alberghiere e questo migliora i nostri margini, perché più bacini concorrono al riempimento”.

Sul piano della redditività i numeri di Tui dei ricavi di tour operating sono di 900 euro di valore medio di pacchetto con una redditività di soli 20 euro, per gli hotel (324 strutture) si sale a 120 euro e per le crociere (16 navi) fino 400 euro. Hospitality e cruise valgono sette milioni di clienti, mentre le sei compagnie aeree movimentano 13 milioni di passeggeri.

“La blockchain risponde alle nostre esigenze di dinamicità e incrementi della redditività, tecnologicamente è il disruptor che rende su internet tutti uguali e questa struttura senza gerarchia minaccia le piattaforme b2b per come le conosciamo fin qui”, conclude Friedrich Joussen. p.ba.

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