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Sudafrica, il vuoto dopo la chiusura dell’ente

I commenti dei tour operator: “Il mercato italiano s’indebolirà”

La chiusura dell’ufficio del turismo del Sudafrica in Italia ha lasciato un vuoto tra gli operatori, che avevano da sessant’anni un punto di riferimento importante per la promozione, i progetti di marketing, la fiera Indaba di Durban e altri eventi. Quali conseguenze si aspettano? “Questa decisione avrà sicuramente un impatto negativo per tutta l'Africa Australe specie verso il consumer che sarà attratto da campagne promozionali di altre mete – commenta il managing director di Il Viaggio, Ico Inanc -. Con la scomparsa di Sat, l'unico evento sull'Africa australe rimarrà Travelista, che copre solo il mercato di fascia alta”. Accusato il “brutto colpo”, Fabrizio Cianella, southern Africa product manager Viaggi del Mappamondo, spiega: “Si prospetta la possibilità di far nascere una realtà destinata al marketing che opererà sia in Francia che in Italia. Se il modo di comunicare sarà lo stesso in ogni mercato credo che questo non andrà bene. La globalizzazione della comunicazione, così come adottare prassi omologate, pensiamo non sia la strada giusta”.

I primi contraccolpi si temono sulla visibilità: “Sarà indebolita la presenza comunicativa, il che potrebbe avere ripercussioni nel sostenere il Paese come meta turistica, parimenti interessante rispetto ad altre ben più affermate e consolidate -asserisce Stefano Nori, product manager di Africando-. E venendo a mancare una collaborazione capillare e razionale con i tour operator, ne risentirà sicuramente questo tipo di mercato”. Sul consumer “lo sforzo di base è e resterà quello dei t.o., che decideranno se e come investire”, aggiunge Noli; ma “potrebbero mancare campagne pubblicitarie come quella conclusa qualche mese fa - osserva Marianna Salerno, pm Alidays -; sicuramente la chiusura di un ente del turismo non è mai sinonimo di crescita di numeri per una destinazione, proprio in un momento in cui stava tornando a far parlare di sé”.

L’ottimo lavoro di partnership con il trade condotto dalla sede italiana viene riconosciuto ampiamente: “La chiusura è stata per noi un fulmine a ciel sereno -  Cristiana Munari, product manager di Mokoro Tours -; avremo un indebolimento del mercato nel medio-lungo termine, mentre nel breve varranno ancora gli effetti dell’impegno mantenuto fin oggi”. L’agenzia trevigiana è stata premiata a Indaba 2016 da South African Airways per il maggiore incremento delle vendite sulle rotte africane sul proprio territorio. Nel 2016 Mokoro ha registrato una crescita delle prenotazioni del 30/40% “pur considerando che nel 2015 si erano completamente bloccate a causa dell’ebola”. Infine, International Travel Tour Operator ritiene che il trade “avrà sicuramente un grande problema senza ente: perderlo significa non avere più un appoggio, un aiuto da chi conosce perfettamente i molti prodotti turistici e collabora con noi per la formazione alle agenzie di viaggio”.

La ripresa della destinazione

Che la destinazione fosse in netta ripresa dopo le criticità dell’anno scorso era già evidente a fine primavera. Il Sudafrica “si vende per qualsiasi tipologia di cliente, dalle coppie alle famiglie, dai single ai piccoli gruppi di amici e non delude mai - dicono da Alidays -. Per quanto ci riguarda abbiamo una crescita che si aggira intorno al 60% rispetto allo scorso anno”. L’abbinamento con Seychelles, Mauritius e Mozambico poi fa si che il viaggio possa essere completato  con qualche notte di soggiorno al mare, completando il viaggio. “L'Africa Australe ha avuto una buona ripresa, in comparazione al 2015 e al calo dovuto 'all'effetto ebola', ma ancora distante dal 2014 – argomenta Inanc-. La debolezza del Rand ha avuto un riscontro soprattutto sulla Namibia che si è tramutata in una destinazione qualità/prezzo molto interessante. L'Africa orientale stenta ancora molto, specie il Kenya, un vero peccato perché offre ottime strutture safari ed un discreto mare”. Per Viaggi del Mappamondo la crescita fino a fine maggio, quando cioè abbiamo raccolto questi commenti, è stata del 35%. p.ba.

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