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Decreto Ristori quater: 700 mln per i bonus di Natale a turismo, terme e spettacolo

30/11/2020 09:29
A gennaio altro decreto Ristori quinquies per coprire attività e lavoratori lasciati fuori o indennizzati con piccole somme. Si incrementa di 10 milioni, per il 2020, la dotazione del Fondo per il sostegno ad adv e t.o.

E' in Gazzetta ufficiale il decreto Ristori quater da 8 miliardi, approvato dal Consiglio dei ministri. Come riporta Repubblica, il rinvio delle scadenze fiscali di novembre e dicembre per imprese e professionisti vale 5-6 miliardi, 700 milioni sono per i bonus di Natale da 1.000 euro ai lavoratori precari di turismo, terme e spettacolo e da 800 euro per quelli dello sport. Attenzione però, perchè le tasse rinviate dovranno essere pagate in un’unica soluzione nel 2021, con scadenza primo marzo per la parte fiscale e 30 aprile per gli altri.

Il decreto sarà accorpato ai precedenti tre, in discussione al Senato, il che porterà ad un unico decreto Ristori. Tra gli aggiustamenti dell’ultimo minuto il cambio colore delle Regioni, a quanto si legge una clausola di salvaguardia dovrebbe impedire il danno per imprese, esercenti, partite Iva - come per Lombardia e Piemonte che sono state in zona rossa per tre settimane e solo da ieri in arancione, il che vuol dire avere l’obbligo di dimostrare perdite di un terzo del fatturato per rinviare Irpef, Ires e Irap ad aprile. Allo stesso modo i ristoratori nelle zone arancioni da ieri diventate gialle (Liguria).

Repubblica scrive che a gennaio sarà discusso un altro decreto Ristori quinquies per coprire le attività e i lavoratori lasciati fuori o indennizzati con piccole somme. In questo caso il criterio adottato non sarà più quello dei colori regionali o dei codici Ateco che identificano i settori fermati, sospesi o ridotti, ma del crollo di fatturato.

Mini proroga

Nel decreto Ristori quater è prevista una mini-proroga per il versamento degli acconti di Irpef, Ires e Irap da parte di imprese e professionisti. La scadenza del 30 novembre passa al 10 dicembre. Lo stesso è assicurato in ogni parte d’Italia a chi deve trasmettere telematicamente la dichiarazione Irap o le dichiarazioni dei redditi.
In data 10 dicembre, imprese e professionisti potranno chiedere un’ulteriore dilazione delle tasse fino al 30 aprile 2021. Questo vale solo per chi ha avuto un calo nei ricavi del 33% tra il primo semestre di quest’anno e quello del 2019. E con un fatturato entro i 50 milioni di euro annui. Per loro c'è anche la sospensione di tributi e contributi da versare a dicembre (fa fede il calo dei ricavi a novembre sullo stesso mese 2019). Tutte le imprese e i professionisti in zona rossa e i soli ristoranti in zona gialla non avranno bisogno di provare perdite e tetti, precisa Repubblica. 

Stagionali turismo, terme, fiere e congressi

Quanto al settore del travel sono previste indennità stagionali per turismo, terme (e spettacolo). In pratica viene erogata, riporta Adnkronos, una nuova indennità una tantum di 1.000 euro agli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza e ad altre categorie, tra cui gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, gli stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio.

Per quanto riguarda fiere e congressi, spettacolo e cultura saranno stanziati 350 milioni di euro per il 2020 per i ristori delle perdite subite dal settore tramite l’incremento del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali istituito con il Decreto Rilancio.
Numeri alla mano si incrementano di 10 milioni, per il 2020, la dotazione del Fondo per il sostegno ad adv e t.o. le cui misure di sostegno sono estese alle aziende di trasporto di passeggeri mediante autobus scoperti (sightseeing).
E' previsto che i ristori ricevuti dai fondi citati non concorrano alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevino ai fini del calcolo degli interessi passivi e delle spese deducibili né alla formazione del valore della produzione netta.


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