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Assarmatori: due miliardi nella flotta traghetti

24/11/2020 14:08
Secondo il presidente Stefano Messina si tratta di “stanziamenti degni di un vero e proprio Piano Marshall”

Due miliardi per rinnovare e rendere green le flotte dei traghetti del corto (500 milioni) e lungo raggio (1,5 miliardi), oltre un miliardo per lo sviluppo del cold ironing (l’elettrificazione delle banchine) nei porti e 3 miliardi per lo sviluppo della mobilità a idrogeno. Questi i numeri che danno il senso di una vera e propria virata nella politica marittima italiana, con il riconoscimento a questo settore di una valenza di infrastruttura strategica pari alla rete autostradale e ferroviaria del Paese, asserisce una nota di Assarmatori

È muovendo da questa considerazione, frutto di un’analisi dei contenuti del Piano Next Generation Eu (risorse destinate all’Italia per 209 miliardi di euro) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) del Governo italiano, che il presidente Stefano Messina ha rilanciato una vera e propria sfida per il mare. Una sfida del Paese, considerando che – come anticipato da un’analisi Assarmatori affidata a Nomisma – ogni euro investito nel settore del trasporto marittimo ne genera altri tre nell’economia nazionale, così come un posto di lavoro creato nello shipping ne attiva circa quattro nelle aree contigue al settore.

“Motivazioni queste più che valide – ha sottolineato Messina - per ottemperare alle indicazioni dell’Unione Europea che, nell’approvare il regime di aiuti del cosiddetto Registro Internazionale Marittimo, ha chiesto all’Italia di estenderne i benefici anche ai marittimi arruolati da imprese europee e imbarcati su navi battenti bandiere dell’Unione. Gli sgravi contributivi sul costo del lavoro concessi dalla legge 30/98 (istitutiva del Registro Internazionale) – ha proseguito il presidente di Assarmatori - hanno permesso di invertire la tendenza negativa degli anni ottanta e di far crescere un’occupazione italiana che ora è tornata a stagnare. Oggi l’unica possibilità di crescita dell’occupazione marittima italiana è legata alla possibilità dei nostri marittimi di lavorare sulle navi armate dalle imprese europee e battenti bandiere dell’Unione. La Commissione Europea lo chiede e siamo convinti che questa modifica dell’impianto normativo porterà grandi sviluppi dell’occupazione”.

Messina ha affermato che si tratta di “stanziamenti degni di un vero e proprio Piano Marshall per la flotta e ampliamento del regime del Registro rappresentano quindi la grande, doppia, occasione per lo sviluppo del settore (il solo traffico crocieristico impatta per 13 miliardi sull’economia italiana, generando 120.000 posti di lavoro) e quindi l’innesco di un effetto moltiplicatore sull’economia del Paese”.


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