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Incoming, regole internazionali per rialzare la testa

20/11/2020 14:55
Il nostro Paese rischia di essere tagliato fuori dalla definizione dei regolamenti

“Ci vogliono regole-chiave che diano all'Italia pari opportunità rispetto ai Paesi competitori sul turismo”. E’ il pensiero di Piero Torretta, presidente dell’Organismo nazionale normazione, in una intervista rilasciata al Sole 24 Ore, spiegando che un asset che ha rappresentato in passato 400 milioni di notti vedrà un 2020 e un 2021 neri.

Le regole, ricorda il quotidiano, si scrivono a Ginevra, presso l'Iso, Organizzazione internazionale per la normazione. Per il turismo è attualmente in discussione la norma-chiave per il futuro, denominata “Tourism ad related services Iso/TC 228”. Una sigla dietro cui si celano tutte le regole per offrire servizi turistici alla massa enorme che si rimetterà in moto dopo l'arrivo del vaccino.

A guidare il comitato che gestisce questo cantiere normativo è la Spagna (la co-segreteria è tunisina), paese di forte attrazione. E l'Italia? Al momento è assente.

In Italia il soggetto è Uni, Organismo Nazionale di Normazione nato nel 1921 che svolge per legge l'attività di normazione tecnica volontaria per la sicurezza degli impianti, prodotti, processi, servizi, partecipa all'attività di cooperazione internazionale e promuove la cultura in materia. Presidente è Pietro Torretta, che guida 4.200 soci (di cui 3.800 industrie). Il manager lancia un appello per una maggiore attenzione generale – prima di tutto governativa – su questi temi, a partire proprio dal turismo, visto che sono in lavorazione norme Iso su heritage hotel, traditional restaurant, accessible tourism e sustainable tourism. Non solo: Iso sta elaborando un documento che stabilisce linee guida e raccomandazioni per le organizzazioni turistiche per prevenire la diffusione del Coronavirus e riguarderà tutta la catena del turismo.

“E’ fondamentale – spiega - che l'Italia sia parte attiva perché la definizione delle regole di qualità del turismo in un mercato ormai globalizzato è affidato al sistema della normazione internazionale (Iso) e alle sue componenti europee (Cen) e nazionali (Uni). Inoltre perché le prerogative del nostro Paese – eleganza, simpatia, buon gusto, bellezza - devono essere identificate e definite in prestazioni di qualità, confort, affidabilità in modo da agevolare le scelte soggettive degli individui e degli operatori”. Agli standard Iso è affidata la definizione delle norme sui porti turistici e sugli aspetti ambientali delle strutture turistiche, sui servizi per il diving, le informazioni turistiche, il turismo wellness/spa e talassoterapia, turismo avventura e noleggio yacht.

“La mancata presenza di rappresentanti del settore turistico italiano – aggiunge - rende impossibile valorizzare le specificità e le esigenze che non saranno così tenute in conto dalle norme Iso”. Il rischio che corre l'Italia è che tra pochi anni possa essere tagliata fuori dai flussi turistici internazionali perché gli operatori stranieri che comprano milioni di posti letto faranno ai nostri albergatori, ristoratori e altri delle richieste di qualità e servizio (quelle stabilite dalle norme Iso) messe a punto da Paesi concorrenti, con il rischio che il nostro paese non sia in grado di garantire generando così un aumento dei costi. 

 

 

 


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