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Firenze: un turismo da ripensare

19/11/2020 17:40
La crisi causata dalla pandemia deve essere un’opportunità per ridisegnare il settore che il comune e gli operatori devono cogliere per riposizionare il capoluogo toscano lavorando in sinergia - di Simona Zin

Il dibattito “The Future of Florence: Tourism of the Future”, organizzato da British Institute of Florence, è stato l’occasione per riflettere sulla situazione turistica del capoluogo toscano e per ripensare diversi aspetti dell’accoglienza in città.

Tra gli interventi degli operatori presenti, tutti d’accordo nel ritenere che la pandemia e il lockdown devono essere vissuti come momenti di grande riflessione per rilanciare il turismo nel capoluogo toscano, quello di Lara Fantoni, manager città metropolitana di Firenze, che ha dichiarato: “Siamo ancora in tempo per rivedere diversi aspetti di Firenze e fare in modo che tanti problemi logistici siano rivisti per favorire l’accoglienza in città, ma in generale il settore pubblico non prende sul serio il turismo in Italia”.

“Quando il turismo riprenderà - ha aggiunto Fantoni - sarà troppo tardi. Bisogna agire ora, approfittare di questo momento di blocco per affrontare alcuni aspetti e dare un senso a tutti i tavoli di concertazione che finora non hanno portato a decisioni cruciali per il settore”.

Leonardo Ferragamo ha poi incentrato l’attenzione sui danni causati dalla pandemia e su come bisogna affrontare il momento critico: “Il settore è di cruciale importanza per l’Italia e per tutto il mondo: la pandemia deve essere un’opportunità per migliorare l’offerta di Firenze sotto tutti i punti di vista”.

Anche Pier Carlo Testa, presidente di Fiavet Toscana, si è detto d’accordo sulla necessità di approfittare del momento di crisi per riscrivere il turismo di Firenze. “E questo il momento giusto per riproporre la città non solo come meta per il suo patrimonio artistico e culturale ma anche come luogo nel quale vivere”.

“Ora che tutto è chiuso e fermo ci rendiamo conto di tanti errori fatti”, ha continuato Ferragamo, che ha poi parlato di quanto Firenze si sia trasformata pian piano in una città passiva dal punto di vista dell’accoglienza, e di quanto si sia “crogiolata” nel sue potenzialità attrattive, senza però puntare sul cambiamento. “Dobbiamo approfittare di questo momento di bloccco e apportare novità nell’offerta cittadina, incrementando eventi culturali, facendo in modo che le botteghe artigianali restino aperte, attirando artisti”, ha aggiunto Testa.

L’obiettivo è ricostruire l’immagine di Firenze da tutti i punti di vista: “Quanto il peggio passerà e i turisti riprenderanno fiducia, bisogna fargli trovare una città rinnovata nei suoi servizi urbani, logistici  e infrastrutturali, e valorizzata dal punto di vista culturale. Firenze deve diventare una città nella quale è bello soggiornare non solo un paio di giorni”, ha concluso Testa.

Uno dei problemi della città di Firenze riguarda l’assetto urbanistico e la logistica, come ha confermato Lara Fantoni: “E tempo di fare delle scelte sul tema della tassa di soggiorno, sulla viabilità dei mezzi pubblici, sulla fruibilità stessa del tessuto urbano”.

“Noi come comune cerchiamo si sensibilizzare al cambiamento per attrarre visitatori che soggiornino in città per più di una notte, ma dipendiamo dalla Regione Toscana per molte decisioni e quindi a volte i progetti e le scelte da fare restano bloccate”, ha aggiunto Fantoni.

Simona Zin

 


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