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I viaggiatori europei propensi a viaggiare, ma nel 2021

19/11/2020 08:33
Nonostante l'effetto pandemia, i city break prevalgono come tipo di viaggio preferito dal 21% degli intervistati. Con l'inverno in arrivo, cresce del 39% la quota di intervistati che opta per le vacanze su sci e snowboard

I viaggiatori europei hanno un atteggiamento stabile e positivo nei confronti del viaggio, ma i timori di ammalarsi a destinazione e le restrizioni di quarantena hanno portato a posticipare ulteriori viaggi al 2021. E' quanto emerge secondo l'ultimo rapporto "Monitoring Sentiment for Domestic and Intra-European Travel: Wave 2" pubblicato dalla European Travel Commission (Etc).

Si tratta del secondo di sei rapporti mensili che misurano le intenzioni di viaggio a breve termine degli europei da dieci mercati di origine ad alto volume per comprendere meglio e rispondere all'impatto del Covid-19. Il rapporto fornisce anche informazioni sulle preferenze di viaggio, inclusi i tipi di destinazioni ed esperienze, i periodi di vacanza e le eventuali preoccupazioni. 

Sentiment di viaggio 

Analogamente ai risultati del primo rapporto, la maggioranza degli intervistati (54%), indica che intende fare un viaggio nei prossimi sei mesi. Viaggiare in Europa è la scelta migliore con la stessa percentuale di intervistati (39%) che prevede di viaggiare sul territorio nazionale e in altre località europee. Tuttavia, il sondaggio evidenzia un calo del 18% nella preferenza dichiarata per i viaggi prima della fine del 2020 e un leggero aumento dell'incertezza sui tempi esatti (+ 6%) e sulla destinazione specifica (+ 8%) rispetto ai dati raccolti precedentemente. 

Il tempo libero è la motivazione principale per quasi il 65% degli europei intervistati con piani a breve termine, mentre visite ad amici e parenti è il motivo principale per un altro 20%. Nonostante l'effetto pandemia sulle destinazioni urbane, i city break prevalgono come tipo di viaggio preferito dal 21% degli intervistati. Allo stesso tempo, con l'inverno in arrivo, sembra esserci un forte aumento del 39% della quota di intervistati che opta per le vacanze sugli sci e sullo snowboard.

Con i casi di contagio in aumento, la salute e la sicurezza sono l'aspetto primario in qualsiasi programma di viaggio degli europei. Il viaggio aereo continua a essere considerato la parte meno sicura di un viaggio secondo il 20% degli intervistati. L'esistenza di politiche di cancellazione flessibili è ora il principale motore del processo decisionale tra gli europei, attestandosi quasi all'11%. 

I timori

I risultati emersi rivelano che le preoccupazioni principali per coloro che intendono viaggiare a breve termine sono ancora le misure di quarantena durante un viaggio (15%). Tuttavia, la possibilità di ammalarsi nel luogo di destinazione e l'aumento del numero di casi, entrambi intorno al 13%, ora incombono maggiormente nella mente delle persone. Anche l'incertezza sull'orario esatto di un viaggio è un problema importante, con circa il 35% degli europei che non sa quando viaggerà dopo.

"Gli ultimi numeri mostrano chiaramente che il desiderio di viaggiare degli europei rimane forte nonostante la reimposizione di blocchi e restrizioni di viaggio in tutta Europa - commenta il direttore esecutivo di Etc, Eduardo Santander -. I governi dell'Ue devono fare un passo avanti e trovare un compromesso insieme alle autorità sanitarie su soluzioni pratiche su come attuare i protocolli necessari e riavviare in sicurezza le operazioni di viaggio. Gli europei meritano di vedere le loro famiglie o di fare una breve pausa durante le prossime vacanze invernali".


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