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Consulenti di viaggio, la congiuntura spinge lo sviluppo

16/11/2020 11:38
Le formule sono diverse, ma l’evoluzione è incentrata su aspetti come tecnologia, digitale, prodotto ad hoc e zero costi. Il segmento ha ancora del potenziale, in Italia copre ad oggi il 2% del fatturato della distribuzione turistica

La pandemia ha indotto tanti agenti di viaggi a scegliere di diventare consulenti, una modalità di lavoro che consente di continuare a seguire la propria clientela sollevandosi dai costi fissi collegati ad una licenza (Rca, fondo di garanzia, commercialista, banche, affitto).
Una tendenza in atto già da diversi anni e che con il passare del tempo non vede più questa figura professionale come una sorta di abusivo.

Le formule sono diverse, ma l’evoluzione è incentrata su aspetti come tecnologia, digitale, prodotto ad hoc e zero costi.
Un segmento che ha ancora del potenziale, visto che in Italia il mercato dei consulenti copre ad oggi il 2% del fatturato della distribuzione turistica. A tracciare un quadro della situazione le testimonianze di CartOrange, Lab Travel Group, Travel Expert, Gruppo Uvet, Verytravel, World Explorer

Altro trend evidenzia la necessità di reinventare il modello del negozio fisico. Con l’incremento delle aspettative, da parte del consumatore finale, nei confronti dell’omnicanalità e nella possibilità di ottenere un’unica esperienza di acquisto su tutti i canali, le agenzie in futuro dovranno diventare “phygital”, un unicum tra digitale e fisico. La pandemia ha portato il cliente ad avere più dimestichezza con l’online e in pochi mesi, anche nel settore travel, si è assistito ad un buon volume di acquisti transitati online dal mercato offline.

Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al numero 1594 di Guida Viaggi in distribuzione da oggi. 

Laura Dominici


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