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Entro settembre "l'abbrivio alla nuova Alitalia"

17/07/2020 14:53
A dirlo il ministro dei Trasporti, De Micheli. Intanto il Corriere svela le perdite della compagnia su diversi segmenti di mercato, emersi da una analisi dei documenti finanziari relativi al 2018

Entro settembre si potrà dare "l'abbrivio alla nuova Alitalia". A dirlo è il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, che si è così espressa in occasione della commemorazione dei 50 anni dell'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio. Come riporta Ansa, il ministro ha detto che "i due manager designati: l'a.d. Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio stanno lavorando giorno e notte per la definizione della prima bozza del piano. Come fronte pubblico insieme al Mise - ha aggiunto - stiamo lavorando al decreto interministeriale sulla nuova società, poi ci sarà il passaggio in Europa e dopo qualche settimana prenderemo tutte le decisioni per l'abbrivo della nuova compagnia entro settembre".

Bisogna però fare presto perché Alitalia perde soldi su diversi segmenti di mercato, fa presente il Corriere della Sera, sulla base di una analisi che ha realizzato sui documenti finanziari della compagnia relativi al 2018. Le perdite sono sia sui voli nazionali, sia su quelli europei e sia su quelli intercontinentali. Il vettore perde anche negli scali di Linate dove ha i due terzi degli slot e a Malpensa dove i collegamenti di lungo raggio, alla volta di New York e Tokyo, dovrebbero essere fonte di entrate certe, mentre, invece, contribuiscono ad aumentare il rosso. 

I dati analizzati dal Corriere mostrano che, nel 2018 dall’esame di tutte le rotte, i ricavi sono pari a  2,9 miliardi di euro, il 45% è realizzato sui collegamenti intercontinentali, il 30% su quelli nazionali e il resto su quelli internazionali.

Sul fronte scali, la grande maggioranza dei ricavi è registrata "su voli che hanno l’hub di Roma Fiumicino come riferimento (77%)", scrive la fonte. Seguono a distanza Linate e Malpensa e gli altri scali dove opera, ma senza passare da Fiumicino o il city airport di Milano. 

I voli nazionali registrano una perdita netta di quasi 90 milioni di euro, quelli internazionali di oltre 150 milioni e quelli lungo raggio poco più di 100 milioni. Il Corriere mette in luce che, solitamente, ciò che le compagnie perdono sui voli nazionali ed europei, a seguito della concorrenza delle low cost e dell’alta velocità ferroviaria, viene recuperato con i guadagni derivanti dai gli intercontinentali, ma ciò non è avvenuto per Alitalia, diversamente da Lufthansa per la quale il segmento vale 3,2 miliardi di euro di profitti, per Air France sono circa due miliardi, per Klm si parla di oltre un miliardo. 


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