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Pololikashvili, Unwto: “Ricominciamo dall’Italia”

13/07/2020 09:20
Il segretario generale dell’organismo delle Nazioni Unite pone le persone al primo posto per scongiurare il default di 55 mln di occupati nel mondo e suggerisce sostegno finanziario alle imprese - di Letizia Strambi

L'Unwto riparte dall’Italia con una visita ufficiale nel nostro Paese. Dopo il fermo totale, le destinazioni della zona Schengen riaprono con una ferita importante nell’economia e un mutamento storico nella società. Zurab Pololikashvili, segretario generale di Unwto, sceglie l’Italia per una visita ufficiale e ci concede questa intervista a margine di un convegno di Federturismo.

 
Gv: Perché è partito da qui, da Roma, dall’Italia?

"Unwto voleva supportare il turismo dell’Italia, che non solo è una destinazione leader nel mondo, ma è anche il Paese che ha pagato più a caro prezzo gli effetti della pandemia da Covid-19 in Europa. Questa visita ci permette di guardare ad un futuro in cui il turismo sia sempre più sostenibile, resiliente e innovativo, ricordandoci che sono sempre le persone alla base dei cambiamenti".

Gv: Unwto ha formato un’unità di crisi per affrontare questa situazione: quale è lo scopo?

"Il Global Tourism Crisis Committee si occupa di sostenere e salvaguardare soprattutto il mondo del lavoro e delle imprese. L’emergenza Covid-19 non è affatto superata, basti pensare alla situazione di alcuni Paesi del mondo i cui confini sono chiusi e dove la pandemia è in crescita. Gli impatti sociali ed economici continuano ad evolversi, il nostro compito resta quello di tutelare prima di tutto la salute e mai trascurare gli aspetti solidali che sono alla base di ogni scambio, anche turistico. Nel mondo ci sono milioni di persone che rischiano il proprio lavoro e la crisi di liquidità non è affatto superata".

Gv: Lei è stato a Roma, ha presenziato a cerimonie di premiazione dell’Aeroporto Leonardo da Vinci, incontrato gli amministratori delegati delle più grandi aziende italiane, cosa può suggerire all’Italia per ripartire?

"Ci deve essere in questo momento un gran controllo ai confini, e poi le istituzioni dovrebbero supportare le imprese private, perché hanno tenuto duro in questo periodo, ma il problema finanziario attuale non è da sottovalutare".

Gv: Di che tipo di supporto c’è bisogno?

"Finanziario, indubbiamente. Poi incentivi, detassazione, decontribuzione e qualsiasi cosa possa consentire alle aziende di pianificare business nel futuro".

Gv: Come cambierà il nostro turismo? Che conseguenze ci saranno al fatto che in questo momento stiamo chiudendo agli Stati Uniti e aprendo alla Cina (a patto che loro facciano lo stesso con noi)? Chiusure e aperture in questo momento di crisi avranno ripercussioni nei rapporti di scambio futuri?

"Impossibile dirlo: dovremmo avere una proiezione di minimo quattro anni per una visione di questo tipo e in questa fase non possiamo nemmeno prevedere i prossimi quattro mesi.  Quello che speriamo è che ogni confine sia riaperto al più presto e ogni Paese ritorni alla sua vita precedente".

Gv: Torneremo alla normalità o il mercato turistico cambierà radicalmente?

"Il mercato turistico cambierà. Possiamo prevedere che le persone anziane che erano i big spender del turismo internazionale viaggeranno meno, mentre i giovani lo faranno molto di più e la condivisione, propria di questa giovane generazione, sarà decisiva per una destinazione. Ma qualsiasi analisi non va oltre la mera supposizione, perché i dati subiscono oscillazioni continue".

Letizia Strambi 


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