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Ndc: "Va a rilento, ma non si può starne fuori"

30/06/2020 09:16
Il punto sulla situazione nel recente webinar organizzato da Guida Viaggi e incentrato sul business travel. Ne emerge un quadro piuttosto critico - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

"Sembrava la bacchetta magica, sei o sette anni fa, un protocollo progettato e rilasciato da Iata per rendere indipendenti dai Gds le richieste su tutti i vettori e invece...è un protocollo che ogni compagnia ha modificato a suo piacere". Mimmo Cristofaro, presidente TravelMatic by Contur, non è tenero nei confronti di Ndc, il manager analizza la situazione attuale e mostra le sue insoddisfazioni. A partire dal fatto che "quando non c'erano i Gds, ogni compagnia aveva il suo booking, dovevi telefonare e chiedere il posto, ogni compagnia aveva il suo stock di biglietti e si doveva telefonare, ora nel 2020 torniamo alle origini, devo sviluppare sistemi informatici che parlino compagnia per compagnia, avere degli stock compagnia per compagnia, ma la cosa grave è che non c'è una sola implementazione Ndc che funzioni come un Gds. Si può prenotare, ma il secondo contatto non lo puoi fare e devi chiamare il call center", afferma.
Poi il manager fa un salto indietro nel tempo, a quaranta anni fa, quando le compagnie hanno deciso di "automatizzare e farsi il proprio Gds, per esempio Alitalia aveva Sigma, American Airlines Sabre", ma poi cosa è successo? "Che il figlio ha mangiato la madre e il Gds è diventato più potente delle compagnie al punto che ci sono stati casi in cui il Gds ha comprato la compagnia e a rimetterci sono state le adv che non sanno più da che parte muoversi".

L'occasione per riflettere sul protocollo e i suoi sviluppi è stato il recente e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi incentrato sul tema del business travel. Ne è emerso un quadro piuttosto critico da parte dei player sullo stato di avanzamento lavori di Ndc, ma in generale la convinzione è che non si possa prescindere da questo canale, stante la necessità di stare al passo con i tempi. 

Una grossa complicazione

Un altro aspetto messo in luce, è che Ndc "per le Tmc è una complicazione enorme", osserva Giorgio Garcea, chief commercial & operations officer Cisalpina. A suo dire l'aspetto principale "non è l'integrazione, perchè quando l'avremo ultimata ce l'avremo e la metteremo a disposizione dei clienti, ovviamente è costosa, ma è la manutenzione, è quello il vero problema", asserisce il manager.
I tempi odierni vanno a complicare la situazione in quanto a seguito dell'impatto del Covid, per esempio, "Trenitalia ha deciso, giustamente, di avere il nome e cognome del passeggero, lì si deve fare uno sviluppo perchè quel dato non lo avevamo, l'abbiamo sviluppato. Tutte le evolutive sono in carico a chi ha integrato il prodotto e tutto questo porta via costi e tempo e il servizio al cliente è complicato da dare. Sono investimenti importanti - sottolinea Garcea - e per noi è complicato definire delle strategie, integrando quattro o cinque vettori, senza sapere se servirà, il che comporta ulteriore incertezza", in uno scenario che ne ha già tante.
E' complicato, ma "le Tmc non possono non adeguarsi, anche perché i clienti sono sempre attentissimi ai costi - fa notare Alessandra Massa, chief operation officer business travel Bcd -. C'è chi ha lasciato l'offerta sui gds, chi l'ha tolta e si può trovarla solo su Ndc. Questo protocollo è nato per il tema ancillary, ma oggi siamo molto lontani da quello che ci si aspettava e tali servizi non sono presenti. Ndc va avanti, ma a rilento", ammonisce la manager.

Bisogna essere allineati

A credere in Ndc è anche Uvet, perchè crede nella tecnologia, come sottolinea Antonello Lanzellotto, head of supplier relations. "Sappiamo che non si può rimanere indietro", afferma il manager. Infatti, sono stati integrati Lufthansa, Air France, Klm, "su British siamo all'85% del percorso di integrazione e contiamo di essere pronti". Il manager concorda con i problemi evidenziati, "un banale schedule change comporta seri problemi perchè non lo si può gestire là dentro". A detta del manager si deve "cercare di capire cosa può succedere nel mercato, abbiamo visto che in alcuni casi delle tariffe che sono presenti su Ndc non ci sono nei Gds e l'alternativa è prenderle sul sito della compagnia". A suo dire bisognerà fare un discorso di formazione verso i clienti, per far comprendere che "per noi è diverso gestire una pratica con Gds e una parte della pratica con altri canali, bisognerà mediare, spiegando le difficoltà che sta affrontando l'adv". Secondo Lanzellotto si deve "essere tutti allineati a quello che c'è sul mercato e sviluppare una cultura generale dei nostri clienti, ma tutti quanti assieme, perchè il problema è di tutti, facendo capire che ci sono delle opportunità di mercato, ma che bisognerà anche mettersi ogni tanto la mano in tasca per rivedere le condizioni commerciali che consentano l'accesso".

Ci ha creduto dall'inizio anche Lufthansa City Center, come spiega il presidente Matteo Pellizzari, secondo il quale è necessario considerare tre attori: "I vettori, bisognerà capire se e quanto continueranno a investire e se sarà ancora una priorità, i gds che sono partner tecnologici, ma che sviluppano integrazioni con vettori non di riferimento nell'Unione Europea. Terzo aspetto, Ndc deve essere un protocollo che porti a una revisione delle procedure delle Tmc".

Stiamo parlando di un tema che è "divenuto importante un paio di anni fa - evidenzia Sandro Palumbo, responsabile business travel Welcome - e i primi ad affacciarvisi sono stati i gds. Per noi il tema era di natura commerciale, perché avrebbe tolto alle adv una fetta importante. Abbiamo parlato con i vettori più importanti e il primo contatto ha funzionato. Ndc aveva tre finalità: limitare i costi di distribuzione, svincolarsi dal protocollo Atpco, consentire le ancillary e la profilazione del cliente. Di tutto ciò non abbiamo visto niente", ma anche secondo il manager "è un canale da cui non si può stare fuori". 

Nicoletta Somma e Stefania Vicini


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