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Voli "fantasma", l'Enac avvia le sanzioni ai vettori

23/06/2020 09:48
Dai primi riscontri alcune compagnie continuano a cancellare, adducendo come causale l’emergenza covid-19 e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher, ma le motivazioni sembrano altre

Non smettono le polemiche sul trasporto aereo, dalla guerra di tariffe tra aeroporti e vettori, al caso dei rimborsi mancati, fino a quello dei voli che potrebbero non decollare...Non c'è pace per il settore, però l'Enac non ci sta. 

Come si sa il Regolamento comunitario n. 261 del 2004 è il pacchetto di norme di riferimento per i viaggiatori all’interno dell’unione europea, cioè tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. A tal proposito l'Enac sta avviando alcune istruttorie per l’erogazione di sanzioni nei confronti delle compagnie che non hanno applicato il Regolamento.
Come già anticipato con la comunicazione inviata ai vettori operanti in Italia lo scorso 18 giugno, l’ente richiamava le compagnie al rispetto del Regolamento comunitario n. 261 del 2004, ma nonostante il richiamo - fa presente una nota -, dai primi riscontri sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli, adducendo come causale l’emergenza covid-19 (fattispecie previste nell’art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher.

Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni - fa presente la nota dell'Enac - dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’emergenza.

Il Regolamento Comunitario n. 261 del 2004, prevede, nei casi di cancellazione di voli per cause non collegate all’emergenza covid-19, che le compagnie forniscano ai passeggeri: l’informativa, la riprotezione, il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione di un voucher), la compensazione, ove dovuta. L’Enac, pertanto, sta avviando gli accertamenti che porteranno all’erogazione di sanzioni nei confronti dei vettori in caso di accertata violazione del Regolamento Comunitario di riferimento.

Insomma, questa estate, già gravata da tanti problemi, sarà ricordata anche per il fenomeno di quello che viene denominato dei "voli fantasma" in Europa e negli Usa, scrive il Corriere della Sera, che interessa migliaia di posti inesistenti venduti a bordo di velivoli ancora fuori uso che, però, portano soldi nelle casse dei vettori e voucher per i clienti.

Parlando di numeri non esiste un bilancio ufficiale, però i database internazionali sembra che qualche cifra la possano dare. Ecco che a fine maggio i sedili messi in vendita sui voli in Europa nella settimana 15-21 giugno sono stati 17,8 milioni, quelli reali 3,9 milioni, riporta il Corriere. Ci si chiede dove siano finiti i sedili mancanti? Il Corriere scrive che sono "spariti, anche se venduti in buona parte". La motivazione ufficiale viene ricondotta all’emergenza sanitaria che impedisce il volo, ma in realtà vengono ipotizzate altre spiegazioni.

A detta di due dirigenti di due low cost europee viene rilasciato al Corriere che: "I collegamenti li abbiamo messi in vendita diversi mesi fa e non sono stati mai tolti, anche perché ci aiutano a capire dov’è che tira il mercato post-covid". Questa è la motivazione tecnica, poi ce n'è un'altra operativa: "I flussi sono ancora ridotti, gli aerei non si riempiono e così conviene cancellare il volo invece che farlo decollare". Visto che poi, il vettore offre un voucher al posto di restituire il denaro che è stato pagato, terza motivazione sottesa.

Dal canto suo John Grant, analista della società Oag, spiega che "ci sono molti voli che vengono tolti dai sistemi di prenotazione anche a sette giorni dalla partenza. Guardando all’italia ci sono 2.513 voli previsti questa settimana e 4.500 la prossima, ma è evidente che si tratta di un tasso di crescita improbabile dato il modesto incremento della domanda che stiamo registrando". In pratica ci sono troppi sedili, ma pochi clienti. Grant esorta in un certo senso un intervento della Commissione europea, a cui spetta una decisione in merito. 


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