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Prenotazioni: il barometro segna una schiarita

22/06/2020 10:10
Dopo settimane di movimento flebile, si assiste a una ripresa. I trend delineati dagli operatori nel corso dell'ultimo e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

Dopo settimane di movimento flebile, il barometro delle prenotazioni sembra volgere per lo meno verso una schiarita. A testimoniarlo sono gli operatori stessi, che hanno delineato i trend di vendita nel corso dell’ultimo e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi.

Non c'è nulla da dire, comunicare date certe di apertura delle proprie strutture per gli operatori è sicuramente un traguardo importante per questa stagione complicata ed impegnativa. 

Le date certe

Per il Gruppo Nicolaus le date fatidiche sono il 26 e il 27 giugno quando aprono i primi villaggi, sono 20 strutture in apertura su 23. "E' stato un lavoro titanico ricontattarle, fatta eccezione per quelle di proprietà", fa presente Isabella Candelori, direttore commerciale Nicolaus Tours, riferendosi alla "trattativa commerciale con i partner con uno scenario cambiato. I costi per gli albergatori sono aumentati, così come sono aumentati i costi di organizzazione". Per dare un'idea numerica di quanto asserito la manager fa presente che, se prima per un charter Bergamo-Brindisi servivano 3-4 pullman, ora ne servono "più del doppio".
"Ci siamo e siamo soddisfatti del lavoro fatto", afferma con convinzione. Quanto all'operatività del gruppo è rientrato oltre il 70% dello staff. 
Il trend di vendita? Vien fatto presente che negli ultimi dieci giorni si notano dei "segnali di interesse, sarà un'estate complessa - non nasconde la manager -, non ci aspettiamo nulla di facile". La scelta del gruppo è stata quella di aprire il Garden Club Toscana il 13 giugno, "una mossa coraggiosa - commenta Candelori -. Un coraggio che è stato premiato visto che abbiamo delle settimane in stop vendite per una struttura che passa dalle 430 camere alle 300, e 300 sono già state vendute". Un risultato che non stupisce più di tanto alla luce del fatto che la Toscana è raggiungibile in macchina "ed ha una serie di caratteristiche che ne agevolano la vendita". 

Positivo l’andamento per Ota Viaggi: “Siamo ripartiti”, afferma il direttore commerciale, Massimo Diana. Sicilia e Puglia la fanno da padrone, mentre “balbetta la Sardegna che paga lo scotto di idee come quella del passaporto sanitario”. Il manager fa un appello: “Spingiamo l’acceleratore su Sicilia e Sardegna con i nostri colleghi”.

In casa Aeroviaggi si è “pronti dal 29 maggio – spiega il direttore commerciale, Fabrizio Di Trapani -, con le aperture del Pollina Resort nei pressi di Cefalù e Torre del Barone a Sciacca”. Naturalmente le strutture sono state adeguate alle procedure per il Covid, sono stati fatti video destinati a rassicurare i clienti, si è proceduto a rilevare la temperatura, a far firmare un’autocertificazione agli ospiti, ad effettuare il check-in distanziato e al doppio turno per i ristoranti. “E’ stata anche realizzata un'app – aggiunge Di Trapani – per prenotare i turni della ristorazione e i campi da tennis”. I risultati “sono stati ottimali – commenta il direttore commerciale -: da fine maggio a oggi abbiamo registrato 14.200 prenotazioni”. Si tratta per lo più di "weekend dei regionali, le settimane degli italiani saranno dopo il 17 luglio”.
L’operatore è attivo anche sul fronte estero: “In Francia contiamo su 13 strutture – afferma Di Trapani -, per il 60% in vuoto-pieno. Ci siamo rimboccati le maniche e ora per la Francia abbiamo sei voli sulla Sicilia e quattro sulla Sardegna”.

Dai 4 giorni alla settimana

Gli operatori in questa stagione dovranno fare scelte ben ponderate, dimostrare flessibilità per cercare di venire incontro alle adv e al cliente finale. Si studiano e applicano quindi nuove formule, come nel caso di Nicolaus Tour, che ha cercato di "sostenere le adv svincolando i pacchetti, dalle 4 notti in su acquistabili come si vuole, con pochi vincoli - spiega Candelori -. Siamo usciti con la formula weekend in località quali Puglia e Sicilia". E questo perchè "la parola d'ordine è flessibilità". Certo non tutti applicano gli stessi modelli o hanno le stesse richieste da parte della clientela, ognuno ha il suo format, per esempio nel caso di Futura Vacanze sono state inserite anche le 2-3 notti, fa presente Belinda Coccia, direttore vendite dell'operatore, "ma non arrivano richieste di questo tipo, ma altre. Stiamo ricevendo richieste settimanali principalmente su alcune regioni come Puglia, Calabria, isole, ma anche Campania, Toscana, che si raggiungono con la macchina anche dal Nord. Abbiamo, in alcuni casi, anche le 14 notti".   

Il sentiment generale

Ad offrire uno spaccato sulle intenzioni di viaggio degli italiani in questo momento di ripartenza è Giorgio Lotti, direttore commerciale Via con Noi – Gruppo Robintur. Il manager fa riferimento ai dati che sono stati recentemente presentati dell'indagine “Le vacanze post-covid degli italiani”, realizzata da italiani.coop per Robintur Travel Group. In particolare si sofferma su alcune percentuali significative, tra cui l'80% del campione che "ha dimostrato la voglia di fare vacanze, era l'89% nel 2019 e l'87% nel periodo ante-covid. Il dato più preoccupante - sottolinea Lotti - è la capacità di spesa del 20% in meno nel budget delle proprie vacanze". Quanto alle strutture si davano come favoriti appartamenti e residence, però "se in una prima fase c'era molta paura, poi i protocolli sanitari che sono stati stilati bene hanno rassicurato la clientela sui villaggi e si è tornati a scegliere questo format. Circa il 15% delle prenotazioni sono fatte in residence e appartamenti".  

Il commento di Fiavet

I dati degli operatori sono “incoraggianti”, commenta Ivana Jelinic, presidente Fiavet nazionale e fanno sperare “che si salvi un po’ di questa stagione”. Certo, riconosce Jelinic, “molte agenzie non hanno aperto perché scoraggiate dall’incertezza che si respira”. Il comparto “è stato bombardato da informazioni che hanno originato dubbi. E’ evidente – aggiunge il presidente – che il turismo è stato lasciato a margine e lo dimostrano gli Stati generali. La politica di questo Paese fatica a fare ragionamenti d’insieme e a pagare sono le agenzie e i t.o. medio-piccoli”. Secondo Jelinic “siamo un settore che deve crescere, non quantitativamente, ma qualitativamente; le agenzie devono imparare a fare impresa”. La manager formula un dubbio: “Mi piacerebbe sapere come questo comparto pensi di fare una scatto in avanti”. L’obiettivo, frattanto, deve essere quello di “resistere. Non è l’anno in cui avere aspettative, bisogna cercare di sopravvivere”.

Nicoletta Somma e Stefania Vicini


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