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Assaeroporti: "Persi 45 mln di passeggeri in tre mesi, servono risorse"

01/06/2020 17:22
L'associazione degli scali italiani chiede correttivi al Dl Rilancio e un rilancio di Alitalia che non vada a danno delle altre compagnie, che garantiscono maggiore accessibilità ai voli

“È il peggior calo di sempre, siamo in presenza di tre mesi di blocco totale del trasporto aereo”. E’ questo il commento del presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona sui dati raccolti dall’associazione degli scali italiani, secondo i quali nel mese di marzo 2020 gli aeroporti hanno perso 12 milioni di passeggeri, ad aprile 16 milioni e a maggio, stando alle prime proiezioni, 17 milioni. In tre mesi il sistema aeroportuale nazionale registrerebbe quindi una contrazione di 45 milioni di passeggeri, rispetto a un anno fa.

“Le prossime settimane – osserva Palenzona - saranno decisive per porre le basi della ripartenza di un settore strategico per il nostro Paese. I correttivi al Dl Rilancio, le misure che saranno inserite nel Dl Semplificazioni e i prossimi Dpcm sono le ultime occasioni per garantire la mobilità del Paese, ripristinare i collegamenti con l’Europa e il mondo e conservare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il danno sarebbe irrecuperabile”.

“Migliaia di posti di lavoro sono in pericolo – si legge in un nota - così come un’enorme fetta dell’indotto turistico. In Italia, infatti, il 40% dei visitatori stranieri arriva in aereo, confermando il ruolo essenziale degli aeroporti per lo sviluppo del turismo. I due comparti muovono complessivamente circa il 17% del Pil nazionale e, senza adeguati interventi di sostegno, le ricadute si profilano drammatiche”.

In tale contesto Assaeroporti “accoglie favorevolmente la scelta di rilanciare Alitalia ma sottolinea fermamente come l’eventuale adozione da parte del Governo di misure protezionistiche e selettive, tese a disincentivare la presenza di compagnie low cost nel nostro Paese, determinerà un cambio di scenario e il ritorno ad un trasporto aereo d’élite. Una circostanza negativa che si è già verificata 15 anni fa quando, con la legge sui requisiti di sistema, si tentò di salvare Alitalia con i risultati nefasti che sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione oggi che Alitalia rappresenta – rispetto ad allora – non il 50% del traffico passeggeri, ma circa il 13% del totale, si corre solo il rischio di danneggiare pesantemente il trasporto aereo nel suo complesso”.

Per questo l’associazione degli aeroporti italiani chiede al Governo di “assicurare un mercato concorrenziale che garantisca la mobilità di passeggeri e merci. Quello del trasporto aereo è un settore determinante per la ripresa socio economica dell’Italia, che deve essere sostenuto attraverso misure a favore dell’intera filiera.  In particolare, occorre mettere a disposizione delle imprese aeroportuali risorse accessibili, attraverso la creazione di un fondo dedicato che compensi i gestori e gli altri operatori del settore per i danni subiti e consenta di ripartire guardando al futuro, preservando i livelli occupazionali e garantendo la realizzazione degli investimenti”.


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