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Decreto Rilancio: la parola alle adv

29/05/2020 11:33
Un gruppo di agenti risponde ad alcune domande sul sostegno ricevuto dalle istituzioni. Ecco perché sono scesi in piazza a protestare - di Letizia Strambi

“In questo momento mi sento invisibile non ho avuto quello che mi è stato promesso, né io né i miei dipendenti”, questa è una delle frasi ricorrenti nel gruppo Facebook di agenzie di viaggio “Turismo Unito” in cui cerchiamo di capire come il Decreto Legge Rilancio può trasformarsi in realtà e perché le agenzie di viaggio stanno scendono in piazza a protestare nonostante sia stato annunciato dal Mibact il sostegno alle imprese del turismo.
Quasi 250 agenti hanno risposto a domande sulla situazione riguardante la liquidità immediata. Sui 4 miliardi di investimento ministeriali infatti, più della metà (2,4 miliardi) esclude le agenzie, perché riguarda i consumatori con il bonus vacanza spendibile negli hotel.

Quindi a chi ha avuto, in quanto titolare di Partita Iva, i primi 600 euro abbiamo chiesto se avesse successivamente ricevuto l’ulteriore bonus di aprile e se confidasse nei 1000 euro di maggio. Ilaria Panzarini e Alessia Bragoni ci spiegano che i 1000 euro per la Partite Iva per il mese di maggio sembrerebbero spettare soltanto a coloro che sono inquadrati come liberi professionisti e Co.co.co. “Chiunque sia titolare di un'agenzia viaggi ha Partita Iva, indipendentemente dalla forma societaria, ma essendo iscritto alla sezione commercianti, non gli spetta l'indennità di maggio”, affermano le due agenti.
Federica Falchetti ci dice: “A me ed ad un altro collega è stata respinta la richiesta dei 600 euro perché ai soci lavoratori iscritti alla gestione separata non spettano”. “Nulla di nulla” dice Fabio Della Monica e come lui Pierluigi Calandrelli, Michele Ippolito, Emad Botros, Adele Monda Peppe Paesano, Gianni Bramucci, Marco Senatore, Andrea Palummo. “Anche io non ho ricevuto niente - continua Natalia Kriulina - la pratica è stata rigettata perché non sono iscritta alla gestione separata di Inps”. Chi ha ricevuto i primi 600 euro sembra che comunque, in linea di massima, abbia ricevuto i secondi nel cassetto Inps come Riccardo Di Fausto, Gennaro Russo. Tra questi anche Cesare Foa che ha finanche ottenuto la Cassa Integrazione per i dipendenti. Tuttavia alcuni, come Maria Luisa Fossaroli fanno osservare: trovo indegno che abbiano chiesto i 600 euro persone straricche con oltre 300.000 euro sul conto, mentre persone con pensioni da 126 euro siano state scartate”.

Altro grande problema è la cassa integrazione: a maggio ancora non è stata ricevuta da molti nemmeno quella di marzo. Lo attestano Laura Orlandi, Francesca Tortora, Peppe Paesano, mentre scopriamo che in Toscana e nel Lazio sembra siano state erogate a differenza di altre Regioni grazie a Claudio Del Monte. Tuttavia il quaderno delle lamentele è lungo “ad oggi da noi ancora nessuno dei cinque dipendenti l’ha ricevuta… Siamo alla fame”, afferma Marcello Cinque. Interviene quindi Caterina Claudi che ci fa scoprire l’arcano: “La disuguaglianza è legata alle sedi Inps: alcune lavorano con più personale, strumenti, efficienza, ma soprattutto il problema è stato l’utilizzazione di un sistema ‘normale’ in una situazione di emergenza”.

Facciamo notare che le agenzie che hanno ricavi sotto i 250 milioni di euro possono non pagare l’Irap. “Il risparmio per il saldo di giugno è esiguo – osserva l’anima del gruppo Tranquilla Mozzetta - mentre più consistente potrebbe essere quello di novembre”. Si parla comunque di circa il 4% del fatturato, ci dicono, una percentuale che varia in ogni Regione. Quindi “il risparmio su Irap è utile, ma non basterà a far riprendere le nostre attività”, chiarisce Milena Dionisi con Maurizio Nardi e Francesco Riccio.

Altri agenti ci fanno notare che manca il regolamento per il credito d’imposta sull’affitto e sulla sanificazione, che su molti provvedimenti si attende il decreto attuativo per l’accesso, come per i contributi a fondo perduto non c’è il regolamento dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, persino sull’estensione del provvedimento dei voucher da 12 a 18 mesi da considerarsi positivamente, perché aiuta le agenzie a recuperare dai fornitori, Milena Dionisi non sembra essere d’accordo: “I voucher sono una beffa per tutti nella realtà”. 

Letizia Strambi


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