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Paola Frigerio e i cinque punti che servono al travel

14/04/2020 10:10
Il lavoro delle adv in queste settimane è cambiato, professionalità, esperienza e creatività ora si concentrano sul fronte "assistenza" - di Stefania Vicini

Cosa serve concretamente al settore del travel? "Ha bisogno di tante cose, ma soprattutto di essere preservato, come un bene prezioso, invece che di essere trattato come un questuante molesto. Per noi le misure possibili sono riassunte in cinque punti". Come sempre Paola Frigerio, leisure, marketing & network director Frigerio Viaggi, è diretta e concreta nelle sue analisi.

Infatti la manager, interpellata da Guida Viaggi, stila un elenco di ciò che servirebbe al comparto. "1) Un tavolo di crisi permanente che sia supportato da un adeguato fondo di emergenza per le imprese, come è già stato previsto in altri settori, ma non ancora per il turismo. 2) Lo stralcio, non la deroga o la rateizzazione, dei contributi fiscali per almeno 12 mesi. 3) La concessione e l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali compresi quelli in deroga per 12 mesi e non 9 settimane, magari fosse una crisi che possiamo risolvere in 2 o 3 mesi. 4) Forme di sostegno ai mancati ricavi ed ai redditi almeno del primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno anche una formula a credito di imposta. 5) E per il suo definitivo rilancio una detrazione di imposta per i clienti sulle vacanze da scaricare nella dichiarazione dei redditi. Lo so - riconosce la manager -, nemmeno Babbo Natale potrebbe fare avverare tutti questi nostri desideri, ma all’atto pratico è quello che servirebbe davvero".

La manager non ha dubbi sul fatto che le misure varate fino adesso dal governo siano "totalmente insufficienti, inadeguate, inappropriate, irrisorie, inaccettabili per un settore che rappresenta il 13% del Pil, con circa 13mila imprese e 75mila addetti e altrettante famiglie che fanno girare circa 20 miliardi di euro". 

Il piano di lavoro

Dal canto suo il network ha affrontato la situazione contingente con tempestività, visto che in azienda stavano già osservando "con preoccupazione l’evoluzione dell’emergenza sanitaria del covid-19 in Cina, in quanto come reparto incoming avevamo diversi clienti cinesi e all’inizio di febbraio a Milano era già saltato il loro Capodanno, proprio per questa emergenza. Il 20 febbraio abbiamo seguito la conferenza annuale di International Sos sul tema Covid 19 che ha riunito a Milano professionisti ed esperti in materia di salute, sicurezza e mitigazione dei rischi di viaggio proprio sull’epidemia in corso in Cina - spiega la manager -. Grazie ai consigli appresi durante la conferenza siamo riusciti ad approntare molto velocemente un piano di smart working, così come a recuperare mascherine e guanti per i nostri operatori addetti al pubblico, inviare regole di comportamento ed igiene al nostro interno e tutto nel giro di pochi giorni".

E così il 9 marzo i 3/4 dell'azienda erano già in smart working o in ferie e l'11 marzo la decisione "di chiudere al pubblico, senza aspettare il decreto. Abbiamo fatto qualche webinar sull’uso delle varie piattaforme e devo dire che siamo diventati tutti bravi nell’uso di questi strumenti che ci permettono di rimanere connessi, di continuare ad assistere, dialogare e rispondere ai nostri clienti ed ai nostri fornitori", sottolinea soddisfatta. 

Ovviamente il contatto con gli agenti avviene "in maniera costante e ripetuta, tutti i giorni e più volte al giorno. La confusione è tuttora tanta, le regole dei fornitori cambiano e si evolvono. Il legislatore, che ha variato le regole dell’annullamento per 'causa di forza maggiore', inserendo il rimborso tramite voucher, ha lasciato diverse lacune e spazi ad interpretazioni personali che hanno portato ulteriore confusione - osserva Frigerio -. Con il passare dei giorni sono arrivate diverse riconferme da fonti istituzionali sulla correttezza dell’uso dei voucher come mezzo di rimborso e benché ci siano ancora clienti e associazioni consumatori che istigano alla lotta contro agenzie e tour operator, tanti altri stanno accettando la situazione".

Il lavoro delle adv in queste settimane è cambiato, elementi quali "professionalità, esperienza e creatività che davano vita a viaggi ed eventi", ora si concentrano sul fronte "assistenza, data con uno sforzo immane da parte di tutto il nostro team, che voglio ringraziare pubblicamente, ci ha permesso di aiutare migliaia di clienti, che ancora oggi fa squillare i nostri telefoni e che abbiamo fornito non solo ai nostri clienti, ma anche ai loro parenti o amici che, partiti con il fai-da-te, si sono trovati soli e abbandonati dai vettori. Speriamo che almeno questa esperienza abbia insegnato loro in cosa consiste il nostro lavoro e che differenza c’è a viaggiare assistiti". 

Stefania Vicini

 


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