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Assoturismo: "E' peggio dell'11 settembre, già bruciati 200 milioni di euro"

27/02/2020 10:47
L'associazione stima i costi per il turismo italiano, relativi al solo mese di marzo. Il presidente Messina: "Non è tempo di mezze misure, leva fiscale necessaria per aiutare le imprese"

“Il panico da coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano. In meno di una settimana dall’esplosione dell’allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno già visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo”. E’ questa la presa di posizione di Assoturismo sull’allerta in corso in questi giorni.

“Bisogna urgentemente lavorare – si legge in una nota della federazione - per arrivare ad una normalizzazione: se continua così, il settore – che vale il 13% circa del Pil italiano - rischia di affondare”. La stima riguarda solo i valori di viaggi e sistemazioni cancellati, e non include la mancata spesa turistica dei viaggiatori, che “avrà pesanti ricadute anche su guide e trasporti turistici, oltre che bar, ristoranti e attività commerciali in tutta Italia. Ad essere investite dalle disdette, infatti, non sono solo le attività ricettive delle regioni interessate dai focolai: a Roma si registrano picchi di cancellazioni del 90% delle prenotazioni, dell’80% in Sicilia”. Ad incidere lo stop alle gite, alla convegnistica e agli eventi; ma pesano anche le cancellazioni che arrivano dai viaggiatori stranieri. Che incidono soprattutto nelle città d’arte, dove i turisti provenienti dall’estero costituiscono circa la metà dei flussi complessivi.

“Se la situazione di panico generalizzato dovesse protrarsi, migliaia di attività, in particolare quelle di piccole dimensioni, entreranno prima in crisi di liquidità, poi chiuderanno i battenti - commenta Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo -. Nella storia recente, il turismo italiano non ha mai vissuto una crisi come questa: è il momento più buio, neanche l’11 settembre aveva inciso così pesantemente. Il comparto è già in zona rossa, e come tale va trattato”.

Quanto alle misure allo studio, “la proposta di un tax credit per le attività colpite può andare bene - osserva Messina - ma gli importi devono essere adeguati alla gravità del momento: le mezze misure, in questo frangente così critico, non servono a niente. Anche la sospensione dei pagamenti va estesa. Dobbiamo prepararci ad offrire sostegni più incisivi, in caso la crisi dovesse continuare. Migliaia di imprese aspettano con il fiato sospeso un sostegno per non crollare. Dobbiamo assolutamente trovare soluzioni percorribili. La nostra proposta è di istituire un fondo speciale finanziato anche con risorse europee: dai nostri partner ci aspettiamo solidarietà, è indispensabile per ridimensionare l’emergenza”.


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