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Il comparto dei viaggi studio chiede incontro con ministro

26/02/2020 16:56
Aidit, Assoviaggi, Astoi e Fto, chiedono maggiore chiarezza nell’interpretazione dei provvedimenti approvati sia in termini territoriali sia temporali

Aidit, Assoviaggi, Astoi e Fto, chiedono maggiore chiarezza nell’interpretazione dei provvedimenti approvati in merito ai viaggi istruzione e studio, sia in termini territoriali sia temporali.
In assenza di previsioni chiare e coerenti, volte ad evitare di far gravare l’intero onere derivante dalle richieste di cancellazioni unicamente sulle aziende organizzatrici dei viaggi di istruzione, molte imprese non potranno far fronte agli impegni ed inevitabilmente chiuderanno, portando al collasso una parte rilevante del settore turistico del Paese.

Alla luce dei recenti provvedimenti approvati in materia di viaggi di istruzione e di viaggi studio, le quattro associazioni di categoria chiedono con urgenza un incontro alla ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lucia Azzolina, volto a chiarire le modalità di recepimento delle recenti disposizioni in merito ai viaggi su indicati e a rivedere alcuni passaggi che rischiano di generare contenzioso a livello territoriale tra istituti scolastici e agenzie di viaggi e tour operator organizzatori, i cui effetti non lasceranno prive di coinvolgimento anche le famiglie degli studenti.

La disposizione del Miur

Come noto, già in attesa dell’emanando Dpcm attuativo del Dl 23 febbraio 2020, n.6, con una nota pubblicata sul proprio sito web, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio, il Miur informava che “per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020”. In conseguenza, sono stati sospesi e cancellati tutti i viaggi d’istruzione su tutto il territorio nazionale, anche nelle zone non ricomprese dall’ambito territoriale di cui al Dl n.6/20.
In forza di ciò, gli istituti scolastici, basandosi sulla predetta disposizione del Ministero sine die, avevano comunicato la cancellazione di viaggi in partenza nei mesi di aprile e maggio.

Il Dpcm attuativo del “decreto Coronavirus”, approvato ieri, 25 febbraio, tra le varie misure, prevede la sospensione fino al 15 marzo dei “viaggi di istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. In ordine al recesso dei partecipanti, è stabilito che si applichi quanto previsto dall’articolo 41, comma 4, del Codice del Turismo, ossia il rimborso senza penali. Più in generale, i provvedimenti di cui sopra, concedono i rimedi contemplati dal Codice del Turismo, richiamandolo espressamente, sebbene in esso si disciplinino casi differenti da quelli oggetto del provvedimento ministeriale.

Il codice del turismo

In particolare: a) l’art. 41 del Codice del Turismo si applica ai casi di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e non è estensibile, stante la specificità del dettato normativo, a circostanze che interessano il luogo di partenza, luogo peraltro ingiustificatamente allargato sino a ricomprendere zone del tutto avulse dalla emergenza di cui trattasi. b) l’art. 32 Codice del Turismo esclude dall’ambito applicativo i pacchetti ed i servizi turistici collegati la cui durata sia inferiore alle 24 ore, salvo che sia incluso un pernottamento e, pertanto, non può trovare applicazione in riferimento a “visite guidate e uscite didattiche”, che si svolgono notoriamente molto spesso nell’ambito di una sola giornata.

La richiesta delle associazioni

Le quattro associazioni chiedono un intervento mirato e basato su indicazioni coerenti - sia dal punto di vista temporale che spaziale - con gli elementi oggettivi esistenti che valgono quindi a giustificarle. In ogni caso, è assolutamente necessario che i riferimenti normativi siano puntuali e conferenti ai casi di cui si tratta. Quanto sopra poiché è indispensabile coniugare in maniera razionale l’interesse prioritario della salute pubblica con quello del sistema economico del Paese, che sta rischiando di essere irrimediabilmente compromesso, nel caso specifico del settore dell’industria del turismo, da valanghe di cancellazioni su viaggi programmati e per i quali sono stati già affrontati i costi di organizzazione.

In assenza di previsioni chiare e coerenti, volte ad evitare di far gravare l’intero onere derivante dalle richieste di cancellazioni – anche nei casi in cui le stesse non sarebbero legittime - unicamente sulle aziende organizzatrici dei viaggi di istruzione, molte aziende non potranno far fronte agli impegni e chiuderanno, portando al collasso una parte rilevante del settore turistico del Paese.

Per tali motivi, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio, chiedono con urgenza un incontro chiarificatore e, soprattutto, una profonda revisione dei provvedimenti adottati, al fine di porre rimedio alla situazione di grave difficoltà delle aziende coinvolte e per mettere al riparo migliaia di imprese e di lavoratori del comparto.


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