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Crociere: il mercato “resiste”

24/02/2020 08:35
In Francia la stampa trade parla di rallentamento delle vendite per il prodotto, ma in Italia i diretti interessati smorzano i toni - di L. Dominici e A. Toso

La stampa trade francese non fa mistero del fatto che ci sia un po’ di diffidenza nei confronti del prodotto crociere e il direttore generale di France & Benelux di Msc Crociere, Patrick Pourbaix, ha esplicitamente dichiarato di assistere ad “un rallentamento delle vendite”, mentre Costa Crociere Francia non ha rilasciato commenti.

In Italia, i diretti interessati interpellati da questa agenzia di stampa smorzano i toni. “Al momento le agenzie di viaggi, ovvero i nostri principali partner – commenta Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere - che si interfacciano con il consumatore finale, ci stanno segnalando che i loro clienti fanno di tanto in tanto delle domande e che le risposte che ricevono in merito alle misure preventive messe in atto da Msc Crociere, sia pre-imbarco che durante la crociera, sono rassicuranti. Questo è confermato anche dai numeri, in quanto stiamo registrando un andamento dei flussi di domanda assolutamente in linea con gli anni passati – sia per il Mediterraneo, sia per il Nord Europa, sia per i Caraibi – in un momento dell’anno considerato ‘clou’ per le prenotazioni dei viaggi perché gli italiani iniziano a pianificare le vacanze per l’estate e quindi la domanda è forte”.

Parlando delle procedure di sicurezza, Massa spiega: “Benché non ci sia stato alcun caso di coronavirus a bordo delle nostre navi, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure precauzionali necessarie per la salvaguardia della salute dei passeggeri e dell’equipaggio.Tra queste posso citare il questionario che tutti gli ospiti sono tenuti a compilare prima dell’imbarco per garantire che nessuna persona che abbia viaggiato o visitato le zone a rischio negli ultimi 30 giorni salga a bordo. Inoltre tutti gli ospiti e l’intero equipaggio sono sottoposti obbligatoriamente a scansioni termiche”.

Segnali positivi anche per Emmanuel Joly, head of sales Eurozone Royal Caribbean: “In generale, la domanda resiste bene agli imprevisti del Golfo Persico e più recentemente del coronavirus. Come destinazioni, la domanda degli italiani per l’estate riguarda soprattutto le mete europee (Mediterraneo e Nord Europa); riteniamo che i clienti continueranno a scegliere le nostre crociere per le loro prossime vacanze. Quest’anno avremo le nostre migliori navi in partenza da Roma”. Intanto la compagnia sta finalizzando la messa in atto di un nuovo modello di distribuzione dei marchi (Royal, Celebrity, Azamara) in Italia, “così da rafforzare la nostra presenza in un mercato dove continuiamo a pensare di avere molte opportunità di crescita”. 

Interpellato sull’argomento, Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere, ha riferito: “In Italia abbiamo sofferto di più a causa anche di una copertura mediatica che ha rasentato la psicosi, anche se il contesto in Italia è cambiato dagli ultimi contagi. Abbiamo fatto di tutto per la sicurezza limitando l'accesso ai cittadini provenienti da quelle aeree. Il nostro compito è garantire sempre la sicurezza di ospiti e equipaggio e lo facciamo con tutti i nostri mezzi a disposizione, iniziando a monitorare i passeggeri prima che salgano a bordo. Oggi il turismo, come tanti altri settori, è stato colpito da questa emergenza e dobbiamo fare quello che è giusto fare, rendendo le crociere più sicure di prima. Ma il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere. Costa Venezia e le altre tre navi della flotta cinese da tre settimane sono ferme in Giappone e rimarranno lì fino a metà marzo”.

Da Clia precisano: “La nostra è una organizzazione associativa e le informazioni finanziarie dei singoli aderenti esulano dalla nostra competenza. Quello che però è certo - e che vediamo come organizzazione - è che la stragrande maggioranza delle navi da crociera continua a operare come di consueto nel mondo. E questo nonostante le difficoltà di itinerario e di logistica che ci sono nella regione dell'Asia-Pacifico, ovviamente a causa delle restrizioni e dei limiti imposti da parte dei diversi Stati”.

Parlando di peso del mercato asiatico, Clia precisa che, pur essendo in crescita, rimane relativamente piccolo rispetto al resto del mondo. Nel 2018, secondo gli ultimi dati disponibili, a livello globale sulle navi delle compagnie aderenti a Clia hanno viaggiato 28,5 milioni di passeggeri, ma di questi solo l’8% (2,5 milioni) proveniva dalla Cina, da Hong Kong e da Macao. Per avere un quadro di grandezza, sempre nel 2018 si sono registrati 14,2 milioni di passeggeri provenienti dal Nord America e 6,7 milioni dall'Europa occidentale, la cui somma rappresenta, da sola, il 75% dei passeggeri complessivi.

L. Dominici - A. Toso


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