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Graziano Debellini: “La mia visione della Scuola Italiana Ospitalità”

13/12/2019 15:52
Il presidente TH Resorts annovera D’Estaing nel c.d.a della fondazione per Club Med, ma ha la “porta aperta” anche dai giganti del turismo

La Scuola italiana di Ospitalità sarà un campus di alta formazione, un hotel school di modello internazionale. “Noi immaginiamo una scuola per tutto il turismo italiano” Graziano Debellini (nella foto), presidente Th Resorts, a margine della presentazione presso il gruppo Cdp a Roma, racconta il valore dell’ambizioso progetto. “Il successo della singola azienda, come Th, è legato alla crescita del turismo e al fatto che abbia strumenti più innovativi, quindi, con Cassa Depositi e Prestiti, abbiamo dato il via ad un progetto utile all’intero mercato italiano”. “Quando un’azienda vede crescere i suoi fatturati a livello industriale ha bisogno di risorse importanti nel revenue management, negli acquisti; tutti necessitiamo di figure nuove, e non c’è un retroterra adatto, salvo che non lo si produca internamente, ma non è più sufficiente” afferma il presidente. “Non è una questione che riguarda solo noi, ma anche gli altri – prosegue – per Costa Crociere, per Rocco Forte, per Alpitour è lo stesso”.

Chiediamo quindi se qualcuno, in queste aziende, ha manifestato interesse e ci dice: “Tutti ci hanno aperto la porta, e vogliono essere coinvolti subito, come nelcaso del Club Méditerranée, ma anche Gabriele Burgio, a.d. Alpitour, ha detto di essere interessatissimo a questo progetto”.

In seguito alla presentazione sarà fatto un tavolo con queste aziende, intanto Giscard D’Estaing, ceo di Club Med, ha già aderito al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Scuola italiana dell’Ospitalità.

Da gennaio 2020 Debellini chiamerà all’appello due tavoli. Il primo sarà accademico per costruire la laurea triennale, o a Padova o a Venezia; ma all’interno di questa pianificazione lo Iulm è un partner importante, come la Luiss di Roma “e potrebbe esserlo anche la Bocconi”.

“L’altro tavolo – dichiara il presidente - partirà a gennaio sarà costituito dai primi 10 gruppi industriali del turismo nel Paese; tutti coloro che si occupano di villagistica in Italia e all’estero avranno la possibilità di costruire insieme questo percorso, ed i primi anni saranno importanti, perché attorno ai master, attorno alle ricerche, c’è la possibilità di crescere con consapevolezza”.

Ovviamente la ricerca e i dati assumono valore anche per una battaglia politica. “Oggi il nostro modello di business non è conosciuto dalle Istituzioni - afferma il presidente – si fanno dispute sui voucher e non si sa nemmeno che incidenza hanno nel settore”. E prosegue: “Non possiamo essere competitivi nel balneare se Spagna e Grecia hanno 10/15 punti di cuneo fiscale più favorevole, e questo va provato coi dati”. “Noi siamo fuori mercato e quindi l’Italia si arrangia con il sommerso, con l’improvvisazione e allora questa università può essere quella che catalizza un modello industriale, catalizza una lobby vera del turismo”.

La Scuola italiana di Ospitalità avrà una laurea triennale. “Saremo pronti attorno al 2022”. “Sarà un’università aperta a ragazzi che vengono da tutto il mondo, in inglese”.

Un secondo asset saranno i master, non solo un proseguimento della laurea triennale, ma soprattutto un elemento formativo per chi ha costruito nella realtà lavorativa dei crediti.

Il terzo livello, decisivo, è la formazione aziendale. “Questo consentirà alle aziende di avere un format, un percorso, un metodo nuovo” afferma il presidente.

Infine vi sarà il prezioso laboratorio di ricerca su temi occupazionali, formativi, riguardanti la sostenibilità.

Debellini guarda per questo progetto alla Svizzera che ha venti scuole su questo modello. Il valore aggiunto sarà, oltre che nei tratti distintivi italiani in questo settore formativo tra i più richiesti nel mondo, nella location. Il campus infatti sarà all’interno della struttura su cui ha investito Th Resorts con il Gruppo Cdp, l’ex Ospedale a mare del Lido di Venezia, un progetto immobiliare importante, che vedrà la nascita di un cinque stelle gestito dal Club Méditerranée, un quattro stelle gestito da Th e il Campus situato nell’edificio del Teatro Marinoni. “Immaginate – conclude Debellini - il ragazzo cinese che arriva in un luogo che si chiama ‘Venezia’ per studiare, e qui trova degli alberghi che potranno essere in parte il suo laboratorio di crescita universitaria…”.


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