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Veneto, booking per le Feste: bene la montagna, male Venezia

09/12/2019 08:38
Un check degli associati di Federalberghi veneto dà il quadro della situazione: la città lagunare abbandonata dai turisti dopo l'acqua alta, bene Cortina e le Dolomiti. Stabili Verona e le terme

Bene Cortina e la montagna, male Venezia. Sono queste le tendenze per le imminenti festività elaborate da Federalberghi Veneto, che dopo un check tra i suoi associati traccia uno scenario sulla base delle prenotazioni giunte fino a questo momento nelle strutture alberghiere. Strumento di rilevazione è la piattaforma digitale ‘H-Benchmark’, sistema sviluppato da Federalberghi.

“Il primo pensiero – si legge nel report - va a Venezia e all’acqua alta eccezionale di metà novembre. La città dell’overtourism si trova improvvisamente abbandonata anche dai turisti. Tutti di corsa a disdire. Così nei quasi 300 hotel del centro storico e nei tantissimi bed & breakfast, già nei giorni immediatamente successivi a quella che è stata definita l’apocalisse, le cancellazioni erano arrivate al 45%”. Il dato è dell’Ava-Federalberghi, l’Associazione veneziana albergatori, che assiste per la prima volta nella sua storia a qualcosa di mai vissuto: il blocco totale delle prenotazioni, Natale e Capodanno compresi, e fino a data da destinarsi.

“Pur rimanendo con il pensiero ai colleghi di Venezia – commenta il presidente di Federalberghi e di Confturismo Veneto Marco Michielli -, che hanno subito un danno estremo, e ai colleghi della costa veneta che è stata massacrata dalle mareggiate del mese scorso, non posso che distendere un sorriso al pensiero della situazione in tutto il resto della regione, dal massiccio ritorno sulla scena di tutto il comprensorio delle Dolomiti, che viene da anni non particolarmente felici, alle terme, che registrano buone prenotazioni. Nel mentre continua a dilagare il fenomeno degli affitti brevi con i quali le strutture alberghiere devono dividere una ‘piazza’ che diventa sempre più affollata. Il risultato, come nel caso di Verona, è una riduzione dei prezzi, con un conseguente calo del fatturato, a fronte di costi fissi in costante aumento”.

A Verona la situazione è sostanzialmente in linea con gli anni passati, con il sold out negli alberghi previsto solo per la notte di Capodanno. Sul lago di Garda è aperto un terzo delle strutture.e le prenotazioni sono concentrate nel Capodanno, con il 60% di stanze fissate finora.

Come si diceva, la montagna veneta comincia invece a incorniciare un inverno che potrebbe rivelarsi tra i migliori degli ultimi anni. Le abbondanti nevicate che a metà novembre hanno imbiancato le piste dalle Dolomiti all’altipiano di Asiago, ai monti della Lessinia, lasciano ben sperare.Cortina. Con tutti gli impianti ufficialmente aperti, Cortina ha cominciato ad accogliere gli sciatori già da tre settimane.

Oltre alla neve, nei 52 hotel della regina delle Dolomiti fioccano anche le prenotazioni, in anticipo rispetto agli anni passati, e con un trend positivo. Lo conferma la presidente degli albergatori Roberta Alverà: “Grazie al paesaggio imbiancato e alle iniziative organizzate in questo periodo, dalla fashion week alla rassegna culturale 'Una montagna di libri', abbiamo raggiunto un +10% di prenotazioni rispetto all’anno scorso per Natale e Capodanno, mentre per l’Immacolata abbiamo già superato il 75% di stanze prenotate”.In ultimo, bene anche le terme, con Abano e Montegrotto che vedono “le prenotazioni in linea con quelle dell’anno scorso, e per i giorni successivi al Natale le richieste sono molto interessanti”.


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