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Fipe: "Turismo e ristorazione devono crescere insieme"

29/11/2019 10:20
Per Lino Enrico Stoppani, confermato alla guida della federazione, "occorre valorizzare il ruolo di ristorazione, intrattenimento e servizi balneari e favorire occasioni di spesa"

Lino Enrico Stoppani è stato confermato alla guida di Fipe. L'imprenditore milanese ha inaugurato il suo quarto mandato, segnalando problemi, criticità e aspettative del settore, trasferendo messaggi alle istituzioni per provvedimenti coerenti e responsabili, che considerino il grande valore economico e sociale dei pubblici esercizi italiani. È stata un'assemblea partecipata quella che si è svolta e che ha rinnovato gli organi dirigenti della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi. Un’associazione, aderente al sistema Confcommercio, che rappresenta circa 300.000 imprese in un settore che sviluppa un valore aggiunto di 40 miliardi di euro e occupa oltre 1 milione di addetti.

Oltre il 90% degli aventi diritto è intervenuto all’assemblea elettiva per il rinnovo degli organi della federazione, con i delegati che hanno votato per acclamazione la riconferma di Lino Enrico Stoppani alla guida per i prossimi 5 anni. Un voto che garantisce continuità a una gestione che nell’ultimo quinquennio ha ottenuto risultati importanti dal punto di vista sindacale.

“Fipe ha avuto la grande responsabilità e il merito di firmare il primo Contratto collettivo di lavoro riservato ai soli dipendenti dei pubblici esercizi, della ristorazione commerciale e collettiva e del turismo – ha ricordato Stoppani nel corso del suo intervento –. Il primo che ha introdotto il concetto di scambio tra produttività e salario, fondato sull'inderogabile principio che prima di redistribuire la ricchezza bisogna crearla”.

Un risultato essenziale per regolare i rapporti di lavoro all'interno del settore che ha poi permesso al presidente di affrontare i temi più spinosi di natura sindacale, identitaria e di posizionamento della federazione, quelli cioè che riguardano il fisco, il credito, il lavoro, il rapporto con la politica e il pregiudizio che, sui temi dell’evasione fiscale, pesa sul settore dei pubblici esercizi, nonostante questi siano fenomeni trasversali alla società. “Non è accettabile – ha sottolineato – che nella relazione di accompagnamento al decreto fiscale si annoti di “un comportamento illecito diffuso in alcune categorie del commercio” quando oggi esistono strumenti di contrasto a questi fenomeni, come l'anagrafe bancaria, la tracciabilità dei pagamenti e l'incrocio delle banche dati, non attivati o mal utilizzati, ma non certo per colpa degli esercenti”.

Da qui le richieste al governo di ridurre le commissioni, fino ad azzerarle per i micropagamenti, e di dare avvio a una riforma fiscale che abbia come caposaldi la riduzione dell’aliquota Irpef e conseguentemente del cuneo fiscale sul costo del lavoro, e la soppressione del meccanismo delle clausole di salvaguardia legate all'aumento dell'Iva. “Se non sono scattate nell'ultima legge di Bilancio – ha ricordato Stoppani – lo dobbiamo all'impegno qualificante della Confcommercio e in particolare a quello personale del presidente Sangalli”.

I temi identitari e fondamentali

Stoppani ha proseguito identificando quelli che definisce temi identitari e fondamentali per la funzione di rappresentanza della federazione: “Il ruolo di Fipe è decisivo in due settori complementari – turismo e filiera agro-alimentare – nei quali storicamente ci viene riconosciuta una forte funzione di attrazione, valorizzazione e promozione. All’attività di ristorazione va riconosciuto un ruolo nella conservazione identitaria e produzione culturale. Nello specifico, per quanto riguarda il turismo, occorre valorizzare il ruolo di ristorazione, intrattenimento e servizi balneari, decisivi per migliorare la soddisfazione dei turisti e favorire occasioni di spesa, generando ricchezza e posti di lavoro. Vanno estese a tutte le categorie e rese strutturali le buone normative finalizzate a promuovere lo sviluppo e la modernizzazione dell’offerta turistica”.

Stoppani ha fatto poi presente che è "assolutamente fondamentale dare regole certe al mercato, per consentire al sistema imprenditoriale di operare in un contesto competitivo fondato sui principi di concorrenza leale, contrastando ed eliminando le tante forme di abusivismo che oggi lo dequalificano”.

 


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