EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Ance Sicilia si rivolge all’Antitrust contro il caro-tariffe aeree

11/11/2019 09:53
Danno da 10mila euro per giovani e imprese. Il collegio chiede anche l'intervento di Enac, il ministro De Micheli e la Regione




Ance Sicilia, il Collegio regionale costruttori edili siciliani, si rivolge all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato affinché avvii un’istruttoria per verificare eventuali violazioni delle norme nella situazione creatasi sulle principali tratte di collegamento aereo da e per la Sicilia dopo l’improvviso ritiro di Vueling e l’impennata delle tariffe praticate dagli unici due vettori rimasti operativi su Roma e Milano.

“Perché questo fenomeno, che sta riguardando solo la Sicilia, se non è un cartello di fatto - osserva Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia -, voluto o meno, è sicuramente una azzardata speculazione non giustificabile né dal mercato né da motivi tecnici o congiunture esterne”.

L’Ance Sicilia chiede anche l’intervento dell’Enac, del ministro dei Trasporti Paola De Micheli e della Regione, per una verifica dei costi degli slot e dei servizi aeroportuali praticati in Sicilia e per concordare le iniziative necessarie a favorire una sana concorrenza e un’apertura a più vettori possibile di queste rotte altamente frequentate e di vitale importanza per la vita e il lavoro dei siciliani.

Infatti, evidenzia l’Ance Sicilia, l’improvviso caro-tariffe aeree non è tanto un problema limitato alle vacanze di Natale e Capodanno, ma è in realtà un danno stimabile in 10mila euro l’anno per ciascun giovane siciliano che studia in università del Centro-Nord, per ogni startupper che deve girare per proporre le proprie idee e cercare finanziatori, per ogni imprenditore che non può programmare la partenza sei mesi prima a caccia del biglietto in promozione, per ogni operatore che ha già pianificato ingenti spese per partecipare a missioni all’estero e che si ritrova d’un tratto un maggiore costo non previsto.

“Il blocco dei trasporti - conclude Cutrone - non è sostenibile da parte di una regione ultima in tutte le classifiche nazionali ed europee, che subisce tutti i disagi imposti dalla sua insularità e che, in più, come rileva il Rapporto Economie regionali di Bankitalia, in fatto di strade, autostrade, ferrovie e aeroporti, ha il maggiore gap di dotazione infrastrutturale, di oltre il -60% rispetto al resto del Paese, ex aequo con la Sardegna. Già sarebbe tanto se i siciliani potessero ricevere lo stesso trattamento riservato ai cittadini della Sardegna, i quali beneficiano dei fondi per la continuità territoriale, in attesa che arrivino il ponte e l’alta velocità”.

 


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte