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Robintur: "Più che la numerica, conta il volume di attività"

18/10/2019 10:02
L'obiettivo è sviluppare la rete diretta in modo mirato, su adv di dimensioni importanti, dai 3 milioni in sù e potenziare l'Aip, afferma Claudio Passuti

Robintur Travel Group sta definendo il piano triennale 2020-2022. Una mossa che è "in continuità con le azioni intraprese già con il piano 2017-2019, ma con ulteriori accelerazioni", dichiara a Guida Viaggi il direttore generale, Claudio Passuti. Il che si tradurrà nell'acquisizione di punti vendita singoli, politica annunciata e che il network sta portando avanti. Prova ne sono le recenti operazioni che hanno visto per esempio Orchidea Viaggi di Segrate fare il suo ingresso nel perimetro del gruppo. Si tratta di una delle più storiche realtà turistiche della Lombardia, con un giro d’affari di 35 milioni di euro l’anno, 40 dipendenti e tre agenzie di viaggi a Segrate, Milano e Senago, che servono oltre 2.200 clienti privati e circa 1.000 aziende.
A fine maggio, Robintur aveva acquisito anche una delle adv più grandi dell’Emilia-Romagna, la Cherry for Fun di Vignola, nel modenese, con un volume di affari di circa 6 milioni di euro.
A giugno c'è stato l’ingresso nel network di quattro agenzie partner, di cui tre in Piemonte e una in Veneto. 

"L'obiettivo - spiega il manager - è sviluppare la rete diretta in modo mirato, su adv di dimensioni importanti, dai 3 milioni in sù e potenziare l'Aip". La rete è orientata a sviluppare le affiliazioni di agenti di viaggi "professionisti, bravi, competenti e disponibili a giocare in squadra - sottolinea il manager -. La nostra intenzione è quella di fare sistema per mettere a valore gli investimenti che stiamo realizzando". 

Parlando di numeri la rete diretta conta 104 unità operative, le affiliazioni commerciali sono 180-190. Per un totale di poco meno di 300 adv. L'obiettivo 2020? Non è da leggersi tanto in chiave di numerica dei punti vendita, spiega Passuti, "mescolare adv da 300mila euro e adv da 5 mln non ci interessa - afferma deciso il manager - e questo perché non è tanto la numerica che conta, ma il volume di attività che si riesce a sviluppare in un'ottica di sistema, quanto prodotto a marchio sviluppano, sapere quanto canalizzare sulle promozioni e movimentare con i t.o. primari a contratto. Sono le variabili che ci permettono di dare vantaggi ai consumatori e sostenibilità economica al nostro business".

Passuti, guardando al panorama attuale di settore, ha un timore, a suo dire, "il rischio maggiore che vedo è che per una adv, seppur brava e capace, queste sue competenze non siano più sufficienti per essere effiace in un mercato che chiede sempre di più l'uso di leve di marketing e di comunicazione, serve la massa critica di prodotto". Per questo "è importante capire come si può fare sistema, la distribuzione può evolversi tramite azioni che creino sistemi". s.v.


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