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Ritardi aerei: chi viaggia per lavoro deve essere risarcito

17/10/2019 16:42
Il costo del biglietto e le potenziali perdite commerciali ricadono sull'azienda. Tuttavia, sono i passeggeri a subire il disagio ed è a loro che spetta personalmente un risarcimento

Chi viaggia per lavoro costituisce un'ampia fetta del totale dei passeggeri aerei e conosce bene i problemi associati ai voli frequenti. Forse tende persino a considerare cancellazioni e ritardi di voli come parte del proprio lavoro, senza sapere che esiste la possibilità di essere risarcito. 

L'incremento del numero dei voli ha comportato anche un aumento dei voli ritardati e cancellati. Ciononostante, chi viaggia per lavoro o commercio è raramente consapevole della possibilità di essere risarcito. Per stile di vita frenetico e scarsa informazione non presenta richiesta per un risarcimento a cui ha diritto per legge, ma se questa consapevolezza continua a mancare da parte dei passeggeri, esistono società come Givt che prendono l'iniziativa.

La domanda che ci si pone è si ha diritto a un risarcimento per il ritardo di un volo effettuato per lavoro? In caso di voli ritardati o cancellati, il costo del biglietto e le potenziali perdite commerciali ricadono direttamente sull'azienda. Tuttavia, sono i passeggeri a subire le seccature e il disagio di un volo in ritardo e cancellato, ed è a loro che spetta personalmente un risarcimento, anche se la prenotazione del volo è stata effettuata dal loro datore di lavoro.

“Per via dei numerosi regolamenti, ad esempio quelli relativi alla sicurezza, viaggiare porta spesso con sé stress e disagi. Se alcune di queste leggi possono procurarci delle noie, altre ci tutelano e ci garantiscono dei diritti. I regolamenti Ue prevedono norme chiare per i risarcimenti per voli in ritardo o cancellati. Questi risarcimenti spettano all'intestatario del biglietto, anche se quest'ultimo è stato acquistato dal suo datore di lavoro”, riferisce Piotr Rybicki, manager per il business development di Givt.

Quali sono gli importi dei risarcimenti a cui hanno diritto i passeggeri che viaggiano per lavoro? "Il risarcimento è dovuto a tutti i passeggeri, a prescindere da destinazione e motivo del viaggio. Il singolo risarcimento è calcolato in base alla distanza dei voli che arrivano a destinazione con tre o più ore di ritardo: voli fino a 1.500 km: 250 euro voli fino a 3.500 km: 400 euro voli di distanza superiore a 3.500 km: 600 euro. La clientela che viaggia per lavoro è protetta anche in caso di cancellazione del volo. L'importo del risarcimento, tuttavia, può ridursi del 50% se il vettore rispetta determinate condizioni, ad esempio comunica adeguatamente in anticipo la cancellazione del volo, o offre opzioni di volo alternative che raggiungano la destinazione entro i limiti del ritardo".

Esistono anche circostanze in cui una compagnia aerea può essere esentata dall'obbligo di risarcimento. Si tratta di circostanze straordinarie che possono includere condizioni meteorologiche avverse, scioperi del personale di terra o dei controllori del traffico aereo, ma anche motivi tecnici. 


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