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Le mosse di Tui e le intenzioni di un misterioso operatore statunitense

11/10/2019 08:40
Dopo il crac del competitor il primo ha messo in atto una massiccia espansione dell’offerta con due milioni di posti volo; il secondo sarebbe intenzionato a crescere in Europa grazie agli ex dipendenti del t.o.

Non smettono di farsi sentire gli effetti della vicenda Thomas Cook. C’è chi ne approfitta per insinuarsi nelle sacche lasciate libere dall’operatore ampliando la programmazione e chi vuole svilupparsi in Europa grazie agli ex dipendenti del t.o.

Tui ha messo in atto una massiccia espansione dell’offerta dopo il crac del competitor, con due milioni di posti volo in diverse destinazioni tra cui Turchia, Grecia, Baleari, Canarie, Egitto, Messico e Florida. Offrirà anche più partenze dagli aeroporti regionali, tra cui Manchester, Doncaster, Sheffield, Birmingham, Newcastle e Glasgow. Secondo un portavoce, Tui vorrebbe, inoltre, aggiungere nuovi scali di partenza nel Regno Unito, ma i dettagli più precisi saranno annunciati nelle prossime settimane. L'espansione creerà posti di lavoro per oltre 100 piloti e 200 membri dell’equipaggio di cabina. Saranno inclusi ruoli per oltre 50 capitani con Tui Airways.

La mossa, che fa seguito all'acquisizione di ieri dell'intera rete di vendita al dettaglio di Thomas Cook da parte di Hays Travel, è stata applaudita dal sindacato dei piloti Balpa. Il segretario generale Brian Strutton, ha dichiarato: "Balpa ha lavorato a stretto contatto con Tui Airways sui suoi piani di espansione e siamo davvero lieti che così tanti nuovi posti di lavoro siano stati destinati agli ex piloti Thomas Cook. Tui sta raggiungendo la sua crescita aziendale in modo moralmente responsabile e Balpa è lieta di supportarli". Il tutto rappresenta un'enorme espansione per Tui, che è autorizzato a trasportare 5,5 milioni di passeggeri. Il peso della società era già superiore a quello del suo più grande rivale, Jet2holidays, cui è consentito trasportare 3,9 milioni di pax. Dopo il crollo di Thomas Cook, On the Beach è ora il terzo operatore del Regno Unito, ma è autorizzato a trasportare solo 1,65 milioni di pax.

Ma anche altri intendono accaparrarsi quote di mercato in Europa, proprio grazie agli ex dipendenti Thomas Cook: un "operatore molto forte negli Stati Uniti, con 55.000 agenti di viaggio e uffici nel Regno Unito, sta valutando di incorporare migliaia di posti di lavoro lasciati dal crac di Thomas Cook per pianificare la sua espansione in Europa". A dirlo Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc. La manager non ha rivelato l’identità dell’operatore, ma ha confermato che il segretario di Stato per il Turismo, Isabel Oliver, “è consapevole della questione e la sta studiando". L'operatore sarebbe interessato ad aggiungere al proprio staff "il personale di prenotazione e parte del ricettivo, anche in Spagna".
 

La débâcle di Thomas Cook, secondo Guevara, è stata causata da “una combinazione di fattori interni, come la gestione dei flussi, ed esterni; il modello dei tour operator si basa, infatti, su prenotazioni effettuate con largo anticipo, ma nei momenti di incertezza si ritarda la decisione di acquisto, andando così ad intaccare lo schema.
Dopo la scomparsa di questo importante attore, tuttavia, “il mercato della distribuzione si è riorganizzato e i tour operator potrebbero perdere peso rispetto alle vendite dirette. Il settore continuerà però a crescere, perché le persone continuano a viaggiare, specialmente le nuove generazioni, anche se a un ritmo più lento". Non vi è quindi alcun "cambiamento nel modello turistico perché ogni Paese ha il suo. Ci sono hotel che focalizzano la loro commercializzazione sulla vendita diretta, altri su Ota e altri su tour operator. Dipende dai mercati".

 

 


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