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I danni per l'incoming: "Troppi fallimenti, tutelare le imprese italiane"

24/09/2019 09:20
La travel industry tricolore preoccupata per i crediti vantati dagli operatori nei confronti del t.o. inglese. In ballo milioni di euro. Bocca, Federalberghi: "Direttiva Pacchetti è lacunosa"

La travel industry italiana fa i conti con il fallimento di Thomas Cook. E i danni per l’incoming italiano, derivanti dal mancato salvataggio del t.o. inglese, rischiano di essere pesantissimi.

“Potrebbe causare uno tsunami – spiega ad esempio il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca -. Siamo molto preoccupati. In poche ore, siamo stati contattati da molti alberghi, ciascuno dei quali vanta nei confronti del tour operator inglese crediti per decine di migliaia di euro, a volte centinaia di migliaia”. E se “le istruzioni diffuse dalla compagnia si soffermano sulla tutela dei turisti, bloccando la partenza di coloro che stavano per mettersi in viaggio e coordinando il rimpatrio di coloro che sono attualmente in vacanza”, Federalberghi lamenta "neanche una parola in relazione agli alberghi e agli altri partner, che si ritrovano con il cerino acceso in mano. Si conferma, ancora una volta, che la direttiva europea sui pacchetti di viaggio è una norma lacunosa, che non tiene conto del ruolo delle imprese turistico ricettive”.

Da qui la richiesta “al Governo italiano di intervenire con urgenza presso le autorità inglesi e degli altri paesi in cui operano le altre società del gruppo di Thomas Cook, per tutelare la posizione delle imprese italiane. Nel contempo, suggeriamo ai nostri soci di informare eventuali clienti che hanno prenotato con Thomas Cook e che stanno per arrivare, affinché sappiano che dovranno saldare il conto in albergo, per poi chiedere alle competenti autorità inglesi il rimborso di quanto versato a Thomas Cook”.

Aica Confindustria Alberghi ha attivato un “help desk” con gli operatori per affrontare i problemi degli alberghi coinvolti nel fallimento di Thomas Cook. “Stiamo monitorando – spiega l’associazione - le diverse problematiche e l’efficacia delle garanzie della Caa a tutela dei clienti ancora ospiti delle strutture ricettive. Ma è chiaro che aldilà di queste prime ore di emergenza, saranno necessari ulteriori interventi visto che l’impatto del fallimento Thomas Cook, uno dei più grandi e certamente il più antico tour operator del mondo, sarà molto pesante anche nel nostro Paese”.

"Sono centinaia le imprese campane che vantano crediti per decine di migliaia di euro verso Thomas Cook – rincara la dose Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania –. Le cifre non sono ancora disponibili, ma il timore è che il crac del tour operator britannico comporti svariati milioni di euro di mancati incassi per numerose strutture ricettive campane che hanno lavorato con Thomas Cook fino a ieri”. E poi un altro appello al governo: “Quello di Thomas Cook è l’ennesimo fallimento con cui le imprese turistiche sono chiamate a fare i conti nel giro di pochi mesi. Pertanto chiediamo al governo di prevedere forme di tutela delle imprese italiane danneggiate dai sempre più frequenti fallimenti di tour operator e compagnie aeree stranieri”.
 


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